Prediche sopra i Salmi, Sermon 10
Auteur : A cura di Vincenzo Romano Date : 3 mai 1495
PREDICA X (IX).
FATTA LA PRIMA DOMENICA DOPO L’'OTTAVA DI PASQUA DI RESURREZIONE,
A’ DÌ 3 DI MAGGIO 1495NH : Pour la numérotation et la datation de ce sermon, voir la chronologie proposée sur ce site..
Ego sum Pastor bonusCR : Verset thématique, tiré de l’Évangile du jour et qui sera commenté tout au long du sermon. (Joan., X, 11).
*Nel odierno Evangelio dice Cristo Iesù: — Io sono il buon PastoreCR : Traduire la citation du latin à la langue vulgaire permet à Savonarole d’être mieux compris par l’ensemble de son auditoire, toute origine sociale, âge et genre confondus. —, e perché se alcuno dimandassi, quali sono e’ segni del buon pastore e del cattivo, però Lui subiunge e dice: — Il buon pastore pone l’anima e la vita per le sue pecorelle, ma il mercennario, che non è vero pastore, e del quale non sono le pecore, quando viene il lupo si fugge, e il lupo piglia e disperge le pecorelle NT : Jn 10, 11. Io cognosco le mie pecore e le mie cognoscono me NT : Jn 10, 14 —; e se alcuno dimandassi e dicessi: debbe così cognoscere la pecora il pastore, come il pastore lei? però subiunge Cristo e dice: — Come il Padre cognosce me e io cognosco il Padre NT : Jn 10, 15 —, quasi dicendo: la mia cognizione è molto differente da quella delle pecorelle verso di me. E però altra è maggiore cognizione debbe essere quella del pastore che delle pecorelle.
Segue Cristo e dice: — E perché io pongo l'anima e la vita per le mie pecore, però mi ama el mio Padre NT : Jn 10, 17 —; questo s'intende così: che, benché il Padre amassi il Figliuolo, in quanto Iddio, ab æterno, e in quanto uomo insino nel ventre della Madre, tamen lo ama ancora per questo, cioè lo riama, e tanto più per questo lo ama*CR : Exorde..
*Ego sum Pastor bonus. Pecorelle, buone novelle, perché avete buon pastore, il quale vi cognosce e voi cognoscete luiCR : Le premier moment du développement du sermon, centré sur la définition du bon pasteur, s’ouvre sur un argument éthique, Savonarole appliquant à lui-même le verset thématique qu’il a choisi de commenter.. Pecorella è colui che ha forma di pecorella. Dice il filosofo: Unumquodque habet esse per formam quam habet NT : Cf. Thomas d’Aqun, Summa theologiae, Ia, q. 50, a. 5, cioè: ogni cosa che è, ha l'essere della forma che ha. Adunque, chi non ha forma di uomo non è uomo, e così chi non ha forma di cristiano non è cristiano; e chi non è cristiano, o e’ non fu mal, o e fu e non è più cristiano. Qual'è adunque la forma del cristiano? È ella l’anima vegetativa? No. È ella la sensitiva? No. È ella la intellettiva? No. Qual'è, adunque, questa forma? Io te lo dichiaro. Dimmi, donde deriva christianus? — a Christo; e Christus vuol dire unctus, cioè che il cristiano sia unto della grazia dello Spirito Santo come fu Cristo, altrimenti non è cristiano. NT : Cf. Ignace de la Potterie, art. “Onction”, Dictionnaire de théologie catholique, Xavier Léon-Dufour dir., Paris : Éditions du Cerf, 1988, col. 869-870 — Che fece lo Spirito Santo in Cristo? — Fece che e’ diventò pastore e pecorella; cioè era Cristo potente e debole, potente alli flagelli e debole per umilità a patire ogni cosa. Della pecorella ogni cosa è buona, cioè lana, latte, carne, pelle, viscere e voce, che dice sempre: — Be', be’ —, cioè bene bene. La lana delle pecore di Cristo sono le opere buone esteriori che tengono caldo come la lana. La pelle che vi si scrive suso significa dove sono scritti tutti e’ buoni costumi. La carne che si mangia significa che la carne debba essere bene domata e macerata. Le viscere, che dentro sia buona ogni cogitazione. Il latte è la dottrina; item la pecorella mangia volentieri el sale, cioè della sapienzia. Ancora, la pecora, quando è il caldo, va e si accosta all'altra e rinfrescala, perché è animale compassionevole. Item, dice Alberto Magno, che quando spira l’austro, che è vento fresco, ingravidano le pecore del maschio, il che significa nelle tentazioni star forte, perché il maschio è più forte della femmina; e quando spira il vento caldo fanno le femmine, il che significa al tempo delle prosperità stare umile NT : Cf. Albert le Grand, De animalibus, lib. 6, tract. 3, c. 3, Alberti Magni Opera omnia, éd. A. Borgnet, vol. 11, Paris : Louis Vivès, 1891, p. 358. Torna volentieri alla mandria, cioè il buono cristiano torna volentieri alla Chiesa. Il buono pastore va innanzi alle pecore e loro lo seguitano. Il pastore nostro, Cristo, ha menato le pecorelle drieto a una frasca verde che gli ha mostrato loro, cioè vita eterna, che tutte sono volute morire per Lui e andare drieto al pastore in vita eterna.
Ars imitatur naturam NT : Auctoritates Aristotelis, Auctoritates in libris Physicorum Aristotelis, 6o, éd. J. Hamesse, Louvain : Publications universitaires – Paris: Béatrice-Nauwelaerts, 1974, p. 145. Vediamo nelle cose naturali diverse generazione di cose e in omni genere est dare unum primum NT : Auctoritates Aristotelis, Auctoritates X libri Metaphysicae, 239, p. 135. Nelli metalli, il primo è l'oro; nelle pietre preziose il diamante; nelli animali l’uomo; ne’ cieli lo empireo. Così è nelle cause; perché sono alcune cause universali, alcune particulari. E tutte finalmente si resolvono e si reducano a una causa. Vedi nelle città, sono molti ordini, poi si reducono tutti ad uno ordine superiore. Vedi nel cielo li ordini delli angeli: tutti si referiscono a Dio. Così nella Chiesa tutte le diocesi si reducono alla romana, e tutti li prelati al Papa. E ogni causa prima ha in sé tutto lo effetto delle altre cause dependenti da quella. Vedi nel cielo, che ha virtù, e dàlla a tutte le altre cose; sì come è, che tutto il caldo e tutto il freddo, che è nell’altre cose, viene dal cielo, non per ciò che el cielo sia caldo o freddo, ma ha quella virtù. Così il capo ha in sé tutte le virtù che s’influiscono nelle membra; così bisognería che nel capo del reggimento fussi virtù da potere diffundere in tutte le membra, cioè in tutti li sudditi; come etiam el capitano dello esercito, che bisogna che in lui sia virtù da spandere in tutti li suoi sottoposti. E se le cose fussino così ordinate, oggidì andería bene. Ma se il pastore non avessi più intelletto che le pecorelle, non si governerebbe già bene le cose: bisogna al pastore uno lume superiore a quello delle pecorelle. E però non basta a dire: — Costui ha gran naturale e sa filosofia —. E’ gli bisogna altro, bisogna che colui che governa sia tanto superiore di cognizione a quelli che sono governati da lui, quanto è differenzia dal pastore alle pecorelle. E però bisogna avere la grazia del Spirito Santo. Dice santo Augustino che quello che appetisce il governo delle pecorelle, bisogna che abbi prima la grazia del Spirito Santo eccessiva, cioè che governi per cognizione e per amore NT : Citation non identifiée. E però è necessario che sappia il Vecchio e Nuovo Testamento; e questo significa la mitra che ha le due corna. Adunque non basta dire: — Io so ragione canonica e filosofia —, perché la ragione canonica, che è cavata del Vecchio e Nuovo Testamento, è più presto per cose estrinsece che intrinsece. — Dice santo Paolo che e’ buoni pastori sono quelli qui comedunt cibum solidum NT : Cf. 1 Co 3, 2-3, cioè mangiono il cibo sodo, il che vuol dire che abbi tutti e’ sensi solidi. E primo che abbia uno occhio vivo di Spirito Santo e che sappia cognoscere le pecorelle insino dentro al core; item, che abbia buono orecchio e gusto, che intenda bene e gusti se una cosa è superbia o vanagloria. Item, il buono odore che sappia odorare la fama della pecorella, e che quando uno gli domanda consiglio, che sappia quello che ha a rispondere per esperienzia. Item, sia solido quanto allo affetto, cioè che non abbia affetto a cose terrene, ma che lui ami tanto le pecorelle, che e’ metta la vita per loro e, mettendo la vita per loro, debba ancora maggiormente mettere la roba sua e darla loro. Item, bisogna ancora che abbia el bastone per dare alli lupi, e questo figura il pastorale per il legno della croce, e il buon bastone è la buona vita. Sai che ti ho detto più volte vivi bene e li lupi non ti lacereranno. E quando uno dice male del buon pastore, il bastone della buona vita gli dà nel capo. Item bisogna che abbia el cane, e questo è la Scrittura che sempre grida e abbaia contra chi fa o dice male, e questo massime s'aspetta al predicatore, perché san Tomaso Io agguaglia al pastore NT : Thomas d’Aquin, Commentaire de la deuxième épitre aux Corinthiens, 4, lectio 1, Jean-Éric Stroobant de Saint-Eloy trad., Paris : Éditions du Cerf, 2005, p. 116 : “Celui qui prêche la vérité, et qui le fait pour la gloire de Dieu, est un pasteur”. E se uno gli dà una sassata, il cane abbaia; se una bastonata, il cane pure abbaia; se gli dà uno pane unto per pigliarlo e il cane pure abbaia, cioè se tu vuoi dare presenti al buono religioso, perché non dica e’ vizii tuoi e lui pure, con la Scrittura, abbaia e non si lascia corrumpere. Item el pastore va vestito male e non di broccato, ma semplicemente. La casa del pastore non è molto differente alla casa delle pecorelle: lui dorme alla rugiada come loro. Se tu menassi le pecorelle ne’ belli palazzi non vi vorriano stare. Item, debbe essere sollecito sempre delle sue pecorelle e andare sempre guardando in qua e in là, che li lupi non le piglino. Item, el buono pastore va innanzi alle sue pecorelle, idest va alla morte. Vedi che Cristo andò innanzi e precedette le sue pecorelle alla morte*; *maCR : Cette conjonction adversative est la balise introduisant le deuxième moment du développement du sermon. Après avoir défini ce qu’est un bon pasteur, Savonarole va s’employer à décrire les mauvais pasteurs. li cattivi pastori non fanno già così; io non dico solamente delli ecclesiastici, ma d’ogni sorte pastori, cioè confessori, predicatori, signori padri di famiglia, maestri di bottega, maestri di scuole e altri. Il cattivo pastore è mercennario, il quale serve per mercede e prezzo e non serve le pecorelle per amore NT : Cf. Jn 10, 13. Lui se ne va là e toglie Ia cornamusa e suona tutto el dì, e dàssi piacere e la notte dorme, e il lupo viene e toglie le pecore e il mercennario non se ne cura; lui toglie il suo salario e fa una bella gonnella e va a ballare, e ruba il latte delle pecore.
Ora questi sono e’ tepidi pastori che hanno gli occhi nel cuore e non guardano se non alle cose esteriori e, per piacere alli uomini, non curono delle pecore. E io vi dico che questo è tutto abominabile innanzi a Dio. Il mercennario, adunque, piglia la mercede e guarda solo queste cose esteriori e solo quelloche el fa, fa per laude umana. Così sono li cittadini che si demonstrano là nelli magistrati, per acquistare laude umana solamente e non per iustizia. Così sono e’ sacerdoti che non guardono se non a cerimonie; item simili a questi sono quelli padri e madre che dicono alle figliuole: — Va’ modesta e costumata —, e non lo fanno questo perché la sia buona dentro, ma solo perché di fuora paia alle persone è dentro non se ne curono. Tu non ti curi che il tuo figliuolo vadia a quello maladetto vizioNH : Savonarole fait allusion ici à l’homosexualité masculine, sur laquelle voir Michael Rocke, Forbidden Friedships. Homosexuality and Male Culture in Renaissance Florence, New York, Oxford, Oxford University Press, 1996., e questo perché egli non ingravida. Tu te ne cureresti bene se facessi figliuoli, perché, ingravidando, faria vergogna alla casa. — Viene el Iupo e se ne porta le pecore; e questo è quando e’ viene a te quello grande, e vuole uno benefizio; tu glie lo dai; e così el lupo se ne porta Ia pecorella TP: L’image du loup, présente dans l’Évangile lorsqu’il est question du Bon Pasteur (Jn 10, 12) est associée, dans la philosophie grecque, à la tyrannie (Platon, République, VIII, 571c-d), cf. Giovanni Giorgini, “Il tiranno”, in Mario Vegetti (a cura di), Platone. La Repubblica, vol. 6, Napoli, Bibliopolis, 2005, p. 423-470, à tel point que “il tiranno-lupo diverrà una immagine canonica nel pensiero politico occidentale” (ibid., p. 435). L’image est également bien présente dans la culture florentine, comme en témoigne la nouvelle CLXXVII des Trecento Novelle de Franco Sacchetti. La force et l’originalité de Savonarole résident ici dans l’identification des loups avec les “Grands” (grandi) dont il dénonce l’influence corruptrice. Le thème de la tyrannie traverse cependant toute sa prédication, voir Marina Marietti, “La figura del tiranno nella predicazione di Girolamo Savonarola”, Chroniques italiennes, 11, 2007, p. 1-27 (en ligne). Così quello che è nel magistrato; richiesto dal lupo, gli dà ciò che e’ vuole. Item, questi mali pastori vedi che non sono vestiti di veste pastorali, ma pompose. Item, quando el Iupo viene che e’ toglie le pecore, il mercennario fugge, perché egli è mercennario, perché gli basta Ia sua mercede. Il pastore buono non cerca mercede ma la salute degli altri, e mette la vita per la salute delle sue pecorelle. Ma che dirai tu di quelli che sono lupi e hanno indosso la veste del pastore? cioè vestiti da frati o da preti o padri di famiglia, o altri simili, e sono poi lupi? Io te gli darò a conoscere acciò che tu ti guardi da loro. — Tu sai che uno lupo non mangia d’un altro lupo, ma sta con gli altri lupi e non sta con le pecorelle. Item, quando tu vedi questi che dicono «Deo gratias» e «sia benvenuto la vostra signoria e la vostra magnificenzia», questi sono lupi, e congregonsi insieme e’ lupi con lupi. Sappi ancora che e’ sono simulatori perché fingono andare in uno luogo e vanno in un altro. Item, hanno dentro sempre rabbia e dicono male e mordono e hanno denti di cane rabbiato e se ti mordessino arrabbierebbono ancora te. Però non conversare con loro. Guardati ancora da quelli che sono morsi da’ lupi, perché sono diventati lupicini, e Alberto Magno dice che la pelle del lupicino, portata addosso, empie di pidocchi NT : Albert le Grand, De animalibus, lib. 22, tract. 2, 67, p. 417, idest di peccati. Item è inimicizia naturale tra il lupo e la pecora, adeo che, dice Alberto Magno, che una corda fatta di viscere di lupo e di pecora sempre si storce l’una parte dall’altra e non possono stare unite NT : Albert le Grand, De animalibus, lib. 22, tract. 2, 67, p. 417. Item, alle volte uno lupo toglie una frasca in bocca e fermasi là, in qualche luogo, e nascondesi drieto la frasca per ingannare le pecore. Queste sono le buone parole e frasche che hanno in bocca, e dentro sono tutti cattivi e ingannono le pecore semplicelle. Item, quando uno lupo entra nel ovile vorria ammazzare tutte le pecore. Guardati, adunque, da questi lupi e non conversare con loro: loro hanno in odio tutta la simplicità e dicono, sconfortando altri: — Che vuoi tu fare tante orazioni e che volete voi guastare le cose antiche? Li vostri antichi non hanno fatto così come voi —. Vanno ancora, costoro, per tutte le case mormorando e guastono ogni cosa.
Præterea, come sempre si congrega insieme lupo con lupo, così capre con capretti. Li capretti sono instabili, né mai si fermano, vanno sempre in loco alto e eminente. Tu cerchi andare alto, tu scavezzerai el collo. Item puzzano sempre li capretti e questo è la mala fama; item non se ne fa veste della lana delle capre e capretti, se non certe cose aspre come è cilizio; ma della lana della pecora si fa panno morbido e buono. Item, il capretto ha ancora il dente avvenenato; non lasciare adunque venire le capre o capretti in l'orto tuo. Item, vanno a mangiare sempre questi arbucelli teneri e giovani e non quelli grandi, cioè che mordono questi buoni e non li grandi, che si sanno difendere. Item, dicono sempre: — Be’, be’ —, e fanno male, cioè che sotto spezie di bene introducono sempre male. Dio volessi che nella Chiesa di Dio non fussi di questi tali! Orsù, figliuoli miei, lupi con lupi, capretti con capretti, pecorelle con pecorelle. Metti qua tutti Ii uomini di questa città insieme: vedrai incontinente congregarsi lupi con lupi, capretti con capretti, pecorelle con pecorelle; e subito li lupi correre addosso alle pecorelle. Ho visto sempre che se uno venissi di Oriente, incontinente che e' giugne in uno luogo, l’uno simile si ritruova con l’altro. Orsù che sarà di quelli mali pastori?*
*Audite verbum Domini: Væ pastoribus illis, qui pascunt semetipsos! NT : Ez 34, 2 : “Haec dicit Dominus : Vae pastoribus Israel, qui pascebant semetipsos ! CR : Début d’une séquence d’exhortation et d’objurgation. Guai alli pastori che pascono se medesimi, guai alli gran maestri che pascono se medesimi! O Pastori, o gran maestri della Italia, il gran Pastore è venuto e ha giurato di scacciarvi! O gran maestri, egli ha deliberato di scacciarvi; fate penitenzia, perché non avete altro remedio se non penitenzia; perché Iddio ha deliberato di scacciarvi e dice che e' non vuole che pasciate più le sue pecorelle. Fate adunque penitenzia, perché non ci è altro remedio. Non vi beccate il cervello, ché non vi gioverà sapienzia né potenzia alcuna. Vos fugietis nemine persequente NT : Lev 26, 17, e saranno tre che ne scacceranno diecimilia. Fate tornare al bene vivere le pecorelle che avete fatto mal capitare. Padri e madre che siate causa che e’ vostri figliuoli sono nelli peccati, fategli tornare a penitenzia: maestri delle scuole, che siete corruttela delli vostri discepoli, — io dico a chi è — e voi, maestri delle botteghe, tornate a penitenzia e fate tornare li vostri discepoli a penitenzia. Signori Otto e altri magistrati, fate iustizia di quello vizio abominevole che non mi ardisco a nominarlo; ché se voi avessi fatto quello che vi ho detto, saresti ora fuori delle tribulazioni vostre; io non ho veduto ancora fare una iustizia. Iddio ha deliberato e ha giurato sopra della sua divinità che vuole scacciare e’ cattivi pastori e fare venire de' buoni, e beato a chi si troverrà a quello stato! e non è nessuno qua che non possa essere a quello tempo, secondo el corso naturale, perché è presso a quel tempo. Io non so della morte vostra, ma dico secondo il corso naturale, perché non ci veggo qui uomo tanto vecchio, che non se li potessi trovare secondo il corso naturale. Ma tu mi dirai: — O Padre, e’ non si doverria dire così de’ pastori! — Dimmi: — Ho io nominato nessuno? — No —RS : Savonarole aime à répéter qu’il ne nomme personne en particulier, par exemple Prediche sopra i Salmi, I, XXVIII ; Prediche sopra Giobbe, XLI ; Prediche sopra Ruth e Michea, II, XVI, XVII, XVIII, XIX ; Prediche sopra Ezechiele, XIX, XXXIII, XLV ; Prediche sopra l’Esodo, XVIII.. Adunque posso dire così se non ho nominato nessuno; e tu mi dirai: — La Scrittura dice «nolite tangere christos meos» NT : 1 Par 16, 22 — E io ti dico così: — O Signore, tu mi hai dato esemplo in contrario quando tu dicevi alli farisei: Vae vobis etc. —; ma tu mi responderai: — Oh, egli era Signore, e molto più poteva fare Lui che noi . E io ti rispondo: Omnis Christi actio nostra est instructio NT :Sur cet adage, déjé présent dans les Distinctions de Pierre le Chante, voir Les sermons et la visite pastorale de Federico Visconti archevêque de Pise, sous la direction de Nicole Bériou, Rome : École française de Rome, 2001, p. 358, note 1, «ogni atto che fece Christo è a nostro esemplo», dove dice san Tomaso che se li pastori sono di cattiva vita, sono da essere ripresi non tanto in genere, ma in particular NT : citation non identifiée iCR : Le balancement entre situation générale et situation en particulier est le fondement même de la réflexion politique de Savonarole : pragmatique, il raisonne en fonction de la situation hic et nunc de Florence. Voir Cécile Terreaux-Scotto, «Il realismo politico nelle prediche di Girolamo Savonarola (1494-1498) » dans Il realismo politico. Figure, concetti, prospettive di ricerca, Alessandro Campi, Stefano De Luca (dir.), Pérouse, Rubbettino Editore, 2015, p. 407-422.. A voi pareva andare bene che, andando a uno vespero, vi pareva essere iusti; e insino alle monache erono quelle che facevono tutte le vanità e ornamenti che si portavano al mondo. Adunque è bisognato dire d’ognuno; e se non si scopriva così, voi andavi tutti a casa del diavolo. Voi non siate Cristi né unti del Spirito Santo, ma siete unti dal diavolo, sicché io vi ho predicato la dottrina di Cristo: Quia mea doctrina non est mea NT : Jn 7, 16, ma è di Cristo, e chi è pecorella la intende*. *— La buona pecorella conosce il suo pastore e il pastore conosce le sue pecore. Quando il pastore sente la pecora belare, sa dire: — Quella è la tale — e halle tutte per nome e conosce la voce di ciascuna e loro conoscono lui. Sai tu che vuole dire che le conoscano? Io te lo dichiaro: Che vuol dire che Ia pietra va in giù? — Perché è sua natura! — Che vuol dire che l’occhio discerne li colori e il nero dal bianco? — Perché è sua natura! — Così va discernendo in tutte le cose; così la pecorella ha la estimativa, per la quale ha virtù e natura di conoscere il lupo e temerlo come inimico, perché ha quella natura; così cognosce il pastore per suo amico per consuetudine; così le pecorelle di Cristo sanno cognoscere dal lupo al pastore. — E perché è? — Perché hanno quella natura per el lume soprannaturale di Cristo, che hanno sia qua una vite di uve naturale e una dipinta; venga uno uccellino, subito andarà alla vite vera. — E chi glie le dice? — La estimava che vede un certo vivo in quella, che no sì può dire. Poni qua due donne: una buona e una non; il buono pastore, subito, per il lume sopranaturale che ha, cognosce l’una dall’altra, perché quello lume ha quella natura. Poni qua uno tedesco, uno francioso, uno italiano; subito gli cognoscerai l’uno dall’altro per la consuetudine della estimativa. Suoni qua uno organista; la brigata che non intende dice: — E’ suona bene —. Colui che è maestro sta a udire, e cognosce e dice: — Costui fa bene di molte cerimonie, tamen non ha fundamento nell’arte del suonare —. Voglio inferire che nessuno lupo vestito da pastore, quanto si vuole, potrà mai fare che sempre sarà cognosciuto dalle pecore; e però inferisco che nessuno sarà escusato che non crede alli buoni pastori mandati da Dio, perché la estimativa dimonstra a ciascuno chi è il lupo e chi è il pastore*CR : Argument par la définition. Segue lo Evangelio.
Et alias oves habeo quae non sumi ex hoc ovili NT : Jn 10, 16. Sappiate che sono molte pecorelle di Cristo che sono animate a questo medesimo che voi, e sono in molte città e luoghi e scrivonmi che vogliono essere con noi e fare lega con le pecore di Cristo. Firenze, e viene el tempo tuo, ma questi cattivi ritardono la grazia di Dio e cercano di avere una bastonata, che l’aranno, e faranno come e’ capretti, che, per volere salire suso alto e in qualche luogo eminente, fiaccheranno il collo. Li Turchi e Mori ti dico che hanno a venire all’ovile di Cristo, e molti che sono qua lo vedranno, se non con gli occhi con lo intellettoNH : Chez Savonarole, l’annonce de la conversion des « Turcs et Maures » reprend une attente plus ancienne, déjà bien attestée au XVe siècle, celle de l’unité universelle de l’Église ; voir Armando F. Verde, «La conversione degli infedeli e dei giudei in ordine all’unione della Chiesa. Tra San Vincenzo Ferreri e Savonarola: una traccia di studio da seguire», dans Firenze e il concilio del 1439, Paolo Viti (dir.), Florence, Olschki, 1994, vol. I, p. 243-286.. E sappi, Firenze, che come io ti ho detto e promesso più volte, tanto sarà; e se tu ti vedessi in sì gran flagello, che tu fussi spogliata sino in camicia, e che non ci rimanessi se non uno Fiorentino, credi che quello che ti ho detto verrà. Credi che io non sono pazzo, io non mi parto né partirò, e quando sarà, poi, tu che non credi imbiancherai. E questi che dicono, quando io dicevo: ecce gladius Domini super terram cito et velociterRS : Sur cette affirmation de Savonarole, voir les commentaires au sermon III sur les Psaumes., che e’ non è, però, state gran cose; dimmi, sciocco, che credevi tu che fussi o che vorresti che fussi? Che cadessi il cielo? Cosa da sciocco! *— OrsùCR : Cette interjection marque le début de la péroraison., buon pastori e buoni religiosi, ognuno metta la vita per le pecorelle di Cristo. E io, in questo, comincio a predicare a me medesimo. Signore, io ti offerisco la vita mia a darla per le pecorelle tue e in presenzia di tutti questi testimoni e voluntariamente, perché tanto è morire per Cristo quanto è andare a dormire, e andare a contemplare Iddio; e questo non è morire, perché ci darà potestà di potere resuscitare un’altra volta, e pigliare un’altra volta questa veste è questo mantelloCR : Bien que sous-estimé dans la littérature scientifique, le désir de martyre de Savonarole apparaît tôt dans sa vocation et est exprimé de façon récurrente, plus ou moins explicitement. Voir sur ce point Cécile Terreaux-Scotto, L’édifice des sermons savonaroliens. Rhétorique et politique à Florence à la fin du XVe siècle, Genève, Droz, 2023, p. 405-415. TR : — Allons, bons pasteurs et bons religieux, que chacun donne sa vie pour les petites brebis du Christ. Et moi, pour cela, je commence à prêcher à moi-même. Seigneur, je t’offre ma vie pour la donner à tes petites brebis, et en présence de tous ces témoins et volontairement, parce que mourir pour le Christ, c’est comme aller dormir et aller contempler Dieu ; et ça, ce n’est pas mourir, parce qu’il nous donnera le pouvoir ressusciter une autre fois et de prendre une autre fois ce vêtement et ce manteau.. — Orsù, pecorelle, siete voi gagliarde? Iddio ci vuole provedere di buoni pastori e cacciare via questi cattivi. — Seguita lo Evangelio: Et iterum fuit facta dissensio inter Judaeos NT : Jn 10, 19. Tu che sei lupo, capra o capretto, tu non vai retto, notami bene; chi dà l’essere, dà le cose consequenti all’essere; e così l’amore naturale seguita la inclinazione, e l’amore naturale va retto. Iddio dà l’amore naturale, adunque Iddio va retto. Diritto è l’amore, quando l’uomo ama Iddio sopra sé e il prossimo come se medesimo; e quando si fa questo non hanno mai guerra insieme. Vedete l’ordine dell’universo: la terra va al luogo suo, l’acqua al suo, l’aria al suo, il fuoco al suo; e hanno pace eterna insieme, perché hanno amore retto. Ma Ii cattivi, che hanno l’amore obliquo in se medesimi, non vanno retti; e però non amano la città loro, né il bene commune, ma amano una loro città che si hanno immaginata nel cuore, e formatasi nella fantasia, e dicono: — Io vorrei così e così —. E questo è il ben commune TP: voir sermon 1 della tua città, che tu di’ che cerchi; dalla qual cosa nasce la dissensione, donde dice: Dissensio facta est inter Judaeos. Vedi, delle cose che ti sono state dette da Dio, non da me, quanta dissensione è tra quelli che li contraddicono; l’uno dice: — Ella è stella fissa che gli fa dire queste cose —; l’altro dice: — No, egli ha intelligenzia con gran maestri — l’altro: — No, e lo sa da qualche cittadino —; l’altro: — No, e’ lo cava da certe profezie —; l’altro dice: — No, e’ l’ha da donne —; l’altro dice: — Egli l’ha dal diavolo, e il diavolo lo inganna —. E così vedi in quanta contradizione e’ sono. Noi siamo sempre stati fermi e forti in una cosa. — Seguita lo Evangelio: Dæmonium habet NT : Jn 10, 20 ; e li altri dicevono: Dæmonium non potest haec facere NT : Cf. Jn 10, 21. Così dico io a te: il diavolo non può convertire al ben vivere, né stella fissa. E se tu non vedi che e’ venga tutto quello che io t’ho detto, che non fallirà uno iota, e se tu non vedi che delli altri luoghi e città si convertino alla buona vita e a questa simplicità e piglieranno el modo del vivere da te, allora di’ che io sia ingannato e che io non dica il veroNH : Savonarole fonde ici trois arguments d’authentification prophétique. D’une part, sa parole est dite vraie parce qu’elle produit de « bons fruits », c’est-à-dire la conversion au bien vivre et à la simplicité chrétienne, selon un critère qui rappelle Matth. 7, 16-20 («a fructibus eorum cognoscetis eos»). D’autre part, elle ne procède ni du diable ni des astres : le passage exclut explicitement toute origine démoniaque ou astrologique de la prophétie, conformément à la critique savonarolienne de l’astrologie divinatoire. Enfin, l’annonce s’accomplira tout entière, « sans qu’un iota y manque », selon une formule qui reprend manifestement Matth. 5, 18.. E però, dicendoti io tutte queste cose, che sono da Cristo, credi adunque alle cose di Cristo. Qui vos benedicat in sæcula sæculorum. Amen.