Prediche sopra i Salmi, Sermon 9
Auteur : A cura di Vincenzo Romano Date : 1er mai 1495
PREDICA IX (VIII)CR : Pour la numérotation des sermons, voir l’onglet chronologie..
FATTA A’ DÌ I DI MAGGIO 1495, EL Dì DI SANTO IACOPO E SANTO FILIPPO APOSTOLI.
Non turbetur cor vestrum, neque formidetCR : Verset thématique.. (JOAN., XIV, 27).
*Nello odierno Evangelio si narra che, parlando alli discepoli, il Salvatore disse: Non turbetur cor vestrum; non si turbi il core vostro, discepoli miei, e non abbiate paura; crediate in Dio, Patre mio, e ancora in me etc. NT : Jn 14, 1, come segue insino al fine dello Evangelio. Ma, volendo intenderlo bene, bisogna sapere che Cristo è una persona divina che ha due nature, cioè divina e umana; e qualche volta parla secondo la divina natura, alcuna volta secondo la umana*CR : Cet exorde didactique justifie l’ensemble du sermon qui se fonde sur un argument éthique : en tant que prophète, Savonarole parle au nom du Christ..
*Io sono ancora qua, non turbetur cor vestrumCR : En vertu de la « nature humaine » du Christ, Savonarole reprend à son compte les paroles évangéliques du Christ, et plus précisément le verset thématique qu’il a choisi pour son sermon du jour.. Io vi dissi già che ero stato patre, e Dio la madre; e allora io gridavo e dicevo che le tribulazioni verrebbono, quando non si vedeva niente che le conietturassi; e il Signore era allora matre e io patre. Dipoi, quando le tribulazioni cominciorono, ti confortavo e dissiti, allora, che io ero madre e il Signore patre. E ora ti dico che io voglio diventare un’altra volta patreRS : Dès le premier sermon sur Aggée, puis dans le sermon III sur les Psaumes par exemple, Savonarole se présente comme une figure parentale, mobilisant tantôt la compassion pour les douleurs maternelles qu’il éprouve à enfanter les Florentins dans le Christ, tantôt la crainte que ses ouailles doivent ressentir devant un père en colère qui leur reproche leurs fautes, tantôt l’espoir formulé par la douceur d’une mère qui promet des récompenses apaisantes. Sur cette question, voir Cécile Terreaux-Scotto, « L’amour du Christ et du prédicateur, moteurs de la réforme politique dans les sermons de Savonarole » dans Rhétorique de l’amour : construire l’adhésion politique dans les royaumes hispaniques et en Italie à l’Époque moderne (XVIe-XVIIIe siècles), Paloma Bravo, Alexandre Merle, Sarah Voinier (dir.), Paris, Presses de la Sorbonne Nouvelle, à paraître.; e però, figliuoli miei, vi dico che io veggo che s’apropinqua il tempo delle tribulazioni. Noi abbiamo in sino a qui visto come Iob fu tentato etc., e siamo a dodici capituli. Lasceremo ora stare un poco Iob e repiglieremolo quando sarà il tempo*CR : Du premier mars au 24 avril, Savonarole a prêché sur Job. Comme bien souvent, Savonarole fait du rappel et de l’éxégèse de ses propres sermons un argument d’autorité.. *Ora io veggo che el diluvio comincia a venire e comincia a gocciolare ogni cosa. Lasceremo ora predicare a Dio, e la spada che io ti dissi che era venuta a mostrarsi a tutta l’Italia, dicendo: — Ecco la spada, ecco la spadaRS : Le 6 avril 1492, Savonarole avait annoncé au cours d’un sermon : Ecce gladius Domini super terram cito et velociter». Voir la note 3 au sermon III sur les Psaumes. —, ma era nel fodero, ora è cominciata a cavarsi un poco fuora, e l’ho vista così un poco fuora*CR : Les faits, en l’occurrence la descente de Charles VIII, roi de France, dans la péninsule italienne, fonde l’autorité du prédicateur puisque ses prophéties se réalisent.. *Ma non è ancora tutta fuora, ma non turbetur cor vestrumCR : Pour la troisième fois, Savonarole énonce le verset thématique autour duquel s’enroule la matière du sermon : à la construction scolastique caractérisée par les divisions et les subdivisions, Savonarole préfère de plus en plus une disposition circulaire, en spirale : le verset sera d’ailleurs énoncé pour la quatrième fois à la fin de cette séquence.. E se voi bene vedete li cattivi che sono nella città vostra, diciamo delli vostri, benché ne sia ancora di fuori della città, che comincino a raccorre le forze loro e crescere in cattività e in malizia, non vi turbate; perché quanto più il diavolo vede crescere e dilatarsi Cristo e il nome suo, tanto raccoglie più le forze sue a far male, come fa l’acqua nel paiuolo che è in sul fuoco, che sempre è più fredda in sul fondo che a sommo, perché raguna le forze sue tutte e tutta la frigidità si condensa e va verso il nimico suo, cioè verso il fuoco. Vedi, al tempo di Cristo li Farisei diventorono più cattivi e multiplicorno in cattività e in malizia e, e contra, li apostoli diventorono migliori. Così fu al tempo delli eretici e delli martiri; così oggi, che ha a venire la guerra de’ tiepidi, sarà quello medesimo; e però, benché voi veggiate li cattivi multiplicare in cattività, non vi sbigottite, ma crescete voi in bonità e non turbetur cor vestrum*CR : Séquence d’exhortation à rester ferme dans l’adversité..
*Oggi è san IacopoIN, Jacques, saint e san Filippo. Leggesi che san Filippo fece moltissimi miracoli e convertì popoli assai, e quanti più miracoli faceva tanto più li sacerdoti induravono e finalmente presonlo e ammazzoronlo NT : Ce n’est pas ce que dit la Légende dorée de Jacques de Voragine, Paris : Gallimard (collection de la Pléiade), 2004, p. 351-353 : ce sont les infidèles qui se saisissent de Philippe et le mettent à mort. Così san Iacopo minore, benché fussi di gran santità e credito appresso di quel popolo di Ierusalem, e vestiva semplicissimamente, e tutto quel popolo cercava di toccarli le fimbrie delle vestimenta, tamen quelli sacerdoti, sempre indurando più, finalmente lo ammazzorono NT : Cf. Légende dorée, p. 354-355 : “Il était tenu en telle révérence et en telle sainteté pami le peuple, que c’était à qui pouvait toucher les franges de son vêtement”. Ce sont les juifs, pharisiens et scribes, qui le lapident. Questo dico a consolazione delli eletti ut non turbetur cor vestrum*CR : Argument d’autorité, qui débouche sur le verset thématique, énoncé une fois de plus..
*Seguita lo evangelio: Creditis in Deum et in me credite*CR : Suite du verset thématique. . *Abbi fede e va’ retto a Dio e non avere paura di niente*CR : Ici Savonarole traduit en langue vulgaire ce qu’il vient de dire, tout en reprenant, en langue vulgaire également, le début du verset thématique qu’il avait énoncé en latin au début du sermon. Il souhaite en effet être compris par l’ensemble de son auditoire.. *Tu vediCR : Séquence didactique. che tutta la vita cristiana depende dalla fede la quale ha l’uomo per lume sopranaturale, e sono assai differenzie tra l’uomo e lo animale bruto. L’uomo ha la ragione, il bruto no. Item, è differenzia assai dalli sensi dell’uomo alli sensi del bruto, così estrinseci come intrinseci. Il bruto non ha delettazione nelli sensi esteriori né nella estimativa per cognizione delle cose che lo dilettano, ma solo perché le sente utili alla vita sua, come è, verbigrazia, l’agnello: non si diletta della voce della madre, nello audito, né del vedere o gustare l’erbe per cognizione che abbia di quelle, ma solo se ne diletta perché se ne sente redundare in sua utilità. L’uomo non ha questa sola delettazione ne’ sensi per sua utilità, ma per cognizione di quelle cose che e’ sente. Il senso del vedere è senso spirituale e sanza mutazione nessuna: spiritualmente viene quella figura all’occhio mio, ma li altri sensi gli bisogna mezzi con moto, cioè allo udito bisogna che si muova l’aria, tanto che Ia voce venga allo orecchio: item allo olfatto si muove uno fumo sottile e viene al naso; e niente di meno, benché l’occhio abbia senso spirituale, pure gli bisogna la luce; e questi sensi si congiungono con la cogitativa e Ia cogitativa, poi, si congiugne con lo intelletto. Dipoi l’intelletto va discorrendo per le cose, dipoi è un altro lume più su, sopranaturale, che è il lume della fede e con questo si congiugne l’intelletto; poi è il lume della gloria che hanno li beati, poi è il lume di Dio. E queste sono tutte concatenate e dependono dal primo lume, cioè da Dio. Se adunque non fussi la luce, l’occhio non vederia; così non vedría la cogitativa se non fussino e’ sensi; e sanza la cogitativa non vedría l’intelletto; e così, se non fussi il lume naturale dello intelletto, non si aría il lume della fede; e sanza il lume sopranaturale della fede non si aría il lume della gloria; e sanza il lume della gloria non si aría il lume di Dio. E quanto queste cose sono più purgate, tanto più intendono e veggono più perfettamente. Ma quanto l’uomo più vuole mescolare le cose naturali con la fede e provarla con quelle, tanto più si oscura e si abbassa la fede; è però bisogna essere retto e non obliquo in se medesimo, come è non redundare con l’ambizione in se medesimo*. *Va’ adunque rettoCR : Séquence exhortative., come ti dissi, a questi dì, dello eunuco che andava retto e andava a adorare in Ierusalem e Iddio mandò Filippo a illuminarlo; così Iddio mandò l’angelo al centurione. Dissiti ancora che quando Iddio vuole fare una grande mutazione TP : le terme mutazione est traditionnellement employé pour désigner un bouversement politique radical. Dans l’historiographie florentine, c’est le terme consacré pour se rapporter à l’arrivée au pouvoir des Médicis en 1434 et à tout changement qui implique le renversement d’un groupe au profit d’un autre. Savonarole veut ainsi souligner que les changements en cours ou à venir, qui tiennent à la fois de la mutazione et de la conversion, sont aussi profonds et durables que ceux qui ont marqué l’histoire de Florence., dans la, sempre la rivela a qualcuno. Dice la Scrittura: Non est malum in civitate quod non fecerit Dominus et non faciet Dominus Deus verbum nisi revelet secretum suum ad servos suos prophetas NT : Am 3, 6-7 : le texte d’est pas cité littéralement. Iddio lo rivela alli angeli e li angeli alli uomini, e però, come errerebbe l’uomo a non credere all’angelo, così errano quelli che non credano allo illuminato e’ quali non aranno poi scusa nessuna, perché chi non crede non va retto, e chi non va retto non può essere illuminato da Dio, massime dico quelli che sono ostinati e dicono: — Io non crederò mai! — Dice san Paulo: Nolite spernere prophetias, omnia probate, quod bonum est tenete NT : 1 The 20, 21. Va’, dunque, retto e sarai illuminato. Ma chi sta ostinato ha corrotto l’abito della fede, e sia chi si voglia, preti o frati, perché quello che ho detto è da Dio e io ne sono così certo, come io tocco questo legno di questo pergamo con manoRS : Savonarole avance souvent cet argument véridique. Voir par exemple Prediche sopra Aggeo, XXI ; Prediche sopra i Salmi, III ; Prediche sopra Giobbe, XXXVII.CR : Nous avons ici un exemple des gestes que Savonarole pouvait faire lorsqu’il se trouvait en chaire. Cf. C. Terreaux-Scotto, L’édifice des sermons savonaroliens. Rhétorique et politique à Florence à la fin du XVe siècle, Genève, Droz, 2023, p. 124-125 : « La matérialité de la chaire sert <…> de point d’appui à la spiritualité, le toucher devenant, au même titre que la vision et l’ouïe, un argument destinéà convaincre. Le partage d’une même expérience par l’auditoire et le prédicateur les conduit en effet à une communion sensorielle à travers la vision, identifiée à la connaissance conformément à l’enseignement de Thomas d’Aquin. Le toucher devient dès lors un argument véridique <…>. L’expérience sensible et immédiate, dans laquelle énonciation et énoncé coïncident, permet en effet l’appréhension de la dimension spirituelle des sermons. Un va-et-vient constant entre la matérialité de la chaire et la spiritualité de la prédication alimente donc le processus de persuasion. Plus précisément, par le geste, la voix et le toucher, le prédicateur transforme le contenu de son discours, qui peut être rationnel ou bien de l’ordre de l’indicible, en émotions qui activent les sens et qui à leur tour favorisent la compréhension spirituelle. La voix du prédicateur nourrie par l’Esprit-Saint est dès lors la voie pour parvenir au cœur des Florentins.. State pur forti, voi, e non turbetur cor vestrum, perché Iddio ha apparecchiato flagello per consumare costoro. Va’ gli un poco bene esaminando costoro e vedrai che non vanno retti e che sono tutti di cattiva vita. E dicoti che è impossibile a contradire a quello che abbiamo detto, perché è da Dio. Non dico già: Credite in me, sed credite in Deum. E se io dicessi: Credite in me, direi male e voi faresti eresia; ma dico bene: crediate a me quello che io vi dico di Dio, perché è vero; e crediate in Dio, cioè amandolo e credendo andate in Lui per fede e carità*.
*FirenzeCR : L’apostrophe à la ville de Florence est un embrayeur qui marque le début d’une nouvelle séquence dans laquelle, comme souvent, Savonarole va mobiliser chez son auditoire les passions de la crainte (des tribulations) et de la confiance (en attendant les récompenses)., io t’ho promesso beni eterni, beni spirituali e temporali. — A tutti? — Nequaquam. — Ma a chi? dico —. A’ Fiorentini, a’ cittadini nativi fiorentini. Io non ti parlo sofisticamenteCR : Savonarole exprime ici, a contrario, sa volonté de parler avec simplicité, c’est-à-dire en refusant les ornements de l’éloquence et en adoptant la langue des « apôtres qui ont fai plus avec la vérité simple et nue que les orateurs avec leurs paroles ornées et leurs oraisons emplies d’éloquence. », comme il le dit dans le sermon VI sur les Psaumes («<…> più hanno possuto gli apostoli con la nuda e semplice verità, che gli oratori con le loro ornate parole e con le loro orazioni piene di eloquenzia.»)., ma chiaro e netto e non t’ho detto mai bugia nessuna o, se questi tiepidi m’avessino trovato una volta in bugia, come abbiamo trovato loro con loro lettere e favole, che credi tu che avessino fatto? Tu vedi che io non mi parto né partirò mai, perché di quello che io t’ho detto io ne sono più chiaro che non è chiaro il sole. Io t’ho promesso che tu hai a fiorire e così ti dico; e che tu dilaterai lo imperio tuo e più che prima, e più che tu non credi; e non perderai nulla, e guai a chi si ribellerà da te. Io ti dico che questo sarà ad ogni modo e presto; e io non te lo chioserò altrimenti, ma ti dico che questo è assoluto e chiaro. Ma ben ti dico che arai tribulazioni prima, ma faccino questo vogliono questi cattivi che questo sarà. Questi sono particulare tutti, che io t’ho detto, che saranno ad ogni modo. Item, t’ho promesso bene spirituali, cioè la rinnovazione e beni eterni, e arai ogni cosa, ma prima delle tribulazioni. Ma tu di’: — Oh, ognuno lo saperia indovinare che sarà delle tribulazioni, perché si vede preparata a ciò tutta Italia, — ed io ti rispondo che “mea doctrina non est mea” NT : Jn 7, 16. Tu sai che questo io te lo dissi già sono quattro o cinque anni, quando non si vedeva nulla che lo predicessi; e ora che tu non hai quasi speranza, ti prometto tutto bene, e quando tu arai ancora manco speranza, allora ti prometterò più. E questo sarà per consolazione delli eletti acciò che credino sempre che queste cose sono da Dio e ideo, non turbetur cor vestrum. Tu vedi segni assai che queste cose sono da Dio, perché sono venute già assai delle cose che abbiamo detto. Vedi che tu, Firenze, sei rinnovata e hai nuova riforma: tu non lo credevi quando io lo dicevo, che era ordine da Dio. Vedi che non se’ più quella che eri già. Item, hai per segno che già ci sono stati preparati coltelli e veneno, e pur siamo ancora qua, e dicoti che Iddio prospererà questo lume. Item, quelli che sono di fuora, e’ quali, per audito da altri, si correggono e mutano vivere e hannomi scritto questo, è buon segno che quello che diciamo è da Dio*.
*Oggi è il primo dì di maggio e non sanza cagione e misterio te lo dico. Comincia a numerare oggi, che è il primo dì di maggio, e vedrai quanto sarai dalla longa; io non ti dico domani. Ma tu dirai: — Be’, frate, sai tu il dì determinato? — Forse che sì; — Be’, se tu lo sai, perché non ce lo di’?RS : Savonarole répète souvent que les temps de Dieu sont indéterminés. C’est une façon de maintenir les Florentins dans un état de tension permanent, entre certitude que les fléaux vont s’abattre sur eux et incertitude du moment précis où sera exécutée la sanction. — Dimmi, perché non ti dice Iddio il dì che tu hai a morire? Perché non è tua utilità; perché diresti: Io voglio fare male fino a quel tempo e poi mi emenderò; e questo non saría tua salute. Non turbetur cor vestrumCR : Le verset thématique est énoncé une fois de plus. Ces répétitions sont caractéristiques de la prédication de Savonarole après 1494.. Se tu ti vedessi spogliare sino alla camicia e non ti rimanere niente, non vi turbate, perché quello che io t’ho detto arete. Fatti in qua. Abraam, fondamento della fede, fugli detto: — il tuo seme ha a multiplicare più che le stelle del cielo e più che le arene del mare NT : Cf. Gn 22, 17—. E Abraam era vecchio e Sara vecchia, in modo che non potevano generare per via naturale; tamen credidit Abraam Deo NT : Gn 15, 6 : Credidit Abraam Deo”. Non fu Dio che gli parlò, ma l’angelo, e tanto fa quanto se Iddio gli avesse parlato lui. Dice san Paulo: Quod Habraam credidit extra omnem spem NT : Rm 4, 18: “Contra spem in spem credidit”, cioè che Abraam credette cosa fuori di ogni speranza; ché, avendo lui presso a cento anni e Sara circa novanta era stata sempre sterile, e tamen credette perché andava retto a Dio e non credeva che e’ lo ingannassi. Così tu va’ retto e credi che Iddio non può ingannarti. Disse dipoi Iddio ad Abraam: — Togli Isaac, tuo figliuolo, e ammazzalo e sacrificamelo NT : Cf. Gn 22, 2 —. Non disse Abraam: EIl’è tentazione diabolica o io non potrò multiplicare il seme mio come mi è stato promesso; ma disse: “Dio è potente a suscitarlo”. Vedi come Iddio ha volute provare gli uomini nella fede. Così dico io a te, Firenze: se tu ti vedessi ben morta, Firenze, cioè come era Abraam morto al generale secondo la natura, quello che ti ho detto sarà sanza alcuna dubitazione, sebbene tu fussi in ogni grandissima tribulazione*CR : Argument par la comparaison. TP: la comparaison de Florence avec des figures bibliques, notamment avec David, n’est pas nouvelle. En revanche, le fait de donner une signification prophétique de motifs bibliques est propre à la prédication de Savonarole. L’association entre la figure d’Abraham et Florence, établie pour donner foi et espoir aux Florentins, leur suggère également qu’ils sont les dépositaires d’une promesse. Dès 1494, Savonarole annonce en effet que Florence est l’élue de Dieu, ce qu’il réaffirme en 1495 dans le Compendio di rivelazioni, consolidant ainsi progressivement l’image de la ville comme “nouvelle Jérusalem” recevant des révélations destinées à se propager universellement. Voir Jean-Louis Fournel et Jean-Claude Zancarini, La politique de l’expérience. Savonarole, Guicciardini et le républicanisme florentin, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2002, p. 37-39; Cécile Terreaux-Scotto, “L’efficacité rhétorique de Savonarole : l’exemple du premier sermon sur Amos et Zacharie”, Cahiers d’études italiennes, 29, 2019 (en ligne). Et ideo non turbetur cor vestrumCR : Une fois de plus, Savonarole énonce le verset thématique autour duquel s’enroule la matière de son sermon.. *Io sono quassù per confortare Ii eletti; se tu vedessi andare la Italia sotto sopraRS : Cette expression, « l’Italie sens dessous » est très fréquente : voir les observations à ce propos dans le sermon III sur les Psaumes., non vi turbate, ché forse si farà delle cose che la brigata non crede. Egli è tanto tempo che ti ho detto ch’ella andrà sotto sopra et ideo non turbetur cor vestrumRS : Savonarole fait allusion ici à ses premiers sermons ; dès 1484, il annonçait qu’un temps de tribulations allait précéder la rénovation (nécessaire) de l’Église.. — Nelle cose naturali, quando la materia è bene disposta, vi s’introduce la forma di necessità. Così tu disponti bene a Dio, che Dio necessario ti darà il lume. Andate tutti verso Iddio e verso Cristo ancora, perché se Cristo non è Dio, non si può dire che sia altro Dio al mondo, come vi ho provato già tante volte*CR : Séquence exhortative au cours de laquelle Savonarole rappelle son rôle de guide de la cité élue qu’est Florence..
*Dice alcuno: — O padre, troverrommi io a queste cose? — Sì, bene, de’ buoni e de’ cattivi ancora si troverranno qualcuno e li altri saranno spenti. In domo Patris mei mansiones multæ sunt NT : Jn 14, 2, idest molti gradi di grazia e molti gradi di gloria; e questi gradi che Dio ha apparecchiato alli uomini in cielo e in terra, sono apparecchiati ab æterno, e però dice qui nello Evangelio: — Si quominus dixissem vobis NT : Jn 14, 2 —, minus, idest se non vi fussino ordinati, io non andrei a prepararli; e’ quali tamen per li mezzi della sua passione sono preparati. Item, dice: — Tornerò un’altra volta, cioè quando morrete —; e così ti dico, Firenze, che in casa tua ognuno gli potrà stare, e però nessuno si turbi che Dio ha parato il luogo suo ad ognuno, in cielo e in terra et ideo, non turbetur cor vestrum*CR : Argument d’autorité (la Bible) et répétition du verset thématique..
*Tu sai, FirenzeCR : L’apostrophe à Florence est, comme plus haut, un embrayeur qui marque un changement dans la disposition du sermon ; ici commence la péroraison, à la fois récapitulative et exhortative, et fortement centrée sur le rôle que s’attribue Savonarole dans la réforme religieuse, morale et politique de Florence., che io renunciai un’altra volta allo Stato e poi cominciai, il primo dì di marzo, a predicare; e poi pur n’ho detto qualche volta qualche cosa, inspirato da Dio. Ora, questa mattina sono ispirato da Dio che io non ti dica più dello Stato. Abbi pazienzia, non si può fare altro, così vuole il Signore. Lui vuole predicare e dice: — Io voglio predicare, io, e voglio che e’ credino o voglino eglino o no —. Præterea, io ti dico che la cosa va innanzi forte e li cattivi si tirano uno gran peso addosso, che gli scoppieranno sotto; e però non cessate dalle orazioni e dal digiuno, almanco uno dì della settimana, o il venere o il sabato; fate il mercoledì sanza carne, fate orazioni ferventi e aiuteremo la Italia e la città vostra, sicché non dirò più dello Stato. Così mi inspira Iddio: qual sia Ia causa domandala a Lui. Io ti avviso, Firenze, che sono dimolti cattivi nella tua città, che se Iddio non ti faceva fare queste predicazioni e orazioni, saresti ora in polvere, e loro ancora sarebbono in polvere e le case loro arse e arebbono ancora peggio; ma sono ingrati delle predicazioni TP: Le danger que font peser les méchants (cattivi) sur eux-mêmes et sur la ville rappelle le dernier verset du Psaume 100 évoquant le sort funeste de ceux qui pratiquent l’iniquité dans la ville du Seigneur : Mane perdam omnes impios terrae ut interficiam de civitate Domini universos qui operantur iniquitatem. Ce thème résonne aussi avec la fonction dévolue au droit pénal dans la politique citadine, illustrée dans la culture littéraire par la nouvelle XLII des Trecento Novelle de Franco Sacchetti, de la fin du XIVe siècle, mettant en scène de façon comique l’éradication des cattivi. Savonarole unit la portée théologique de son propos à un imaginaire social lié aux vertus des institutions judiciaires. — Oh, perché nol di’ tu loro, acciò che si corregghino? — E io ti rispondo: Perché e’ sono incorriggibili, e so che innanzi a me mentono per la gola e hanno già fatto il pensiero di predicare contrario. Ma io so che nessuno può dire il contrario. Io ho predicato il bene commune, e tu di’ che l’ami. Tu menti per Ia gola, e io vi dico che tutto il male vostro viene di qua, dalla ambizione di questi grandi. Io t’ho predicato della pace e delle sei faveNH : Sur les six fèves, voir le commentaire du sermon 1. di levarle via, e dissiti che tu non credessi a me ma alle ragioni, le quali io ti allegai. Tu le hai udite, o ingrata, ingrata Firenze. Io t’ho detto del Consiglio, così ti dico che questo Consiglio è la salute tua, e che tu facci Ia salaNH : Le “Consiglio” désigne le Grand Conseil institué après la chute du régime médicéen, que Savonarole présente comme le fondement du bien commun et de la nouvelle constitution florentine. La “sala” est la salle destinée à accueillir ses réunions au Palazzo della Signoria.. Ma tu di’ che non si può ragunare il Consiglio; tu sapresti ben provedere e farlo ragunare, se tu volessi. Tu credi che io sia sì sciocco che io non ti intenda. Tu sai bene ragunare delle pratiche che tu vuoi. Queste intelligenzie guastano la tua cittàNH : Les “pratiques” et les “intelligenzie” désignent ici les tractations et ententes politiques menées en cercle restreint, que Savonarole oppose au fonctionnement public du Grand Conseil et au bien commun., e tu di’: — Oh, e’ non se ne fa —. Tu non di’ il vero; non ti vedo io? Così come e’ tiepidi d’ogni ragione, religiosi e seculari, sono congregati contra la simplicità, così sono congregati contra questo bene commune Ii cattivi. Præterea vi ricordo la riforma delle donneNH : Sur la réforme des femmes, voir William F. Kent, «A Proposal by Savonarola for the Self-Reform of Florentine Women (March 1496)», Memorie domenicane, n.s., 1983, 14, p. 335-341 ; Tamar Herzig, Savonarola’s Women. Visions and Reform in Renaissance Italy, Chicago, London, The University of Chicago Press, 2008 ; C. Terreaux-Scotto, « Les fanciulle dans les sermons de Savonarole » in Langages, politique, histoire. Avec Jean-Claude Zancarini, Romain Descendre et Jean-Louis Fournel (dir.), Lyon, ENS Éditions, 2015, p. 47-56.: che tutte le fanciulle vadino velate che non si vegghino e’ capelli. Se voi non lo fate, sapete che è già uno anno che io vi dissi: una gran guerra farà porre giù le pompe, e una gran morìa farà porre giù le vanità. Se voi non levate via queste cose, arete assai tribulazioni. Leva via le taverne, li casolini e le soddomie, che sono quelle cose che provocano la mano di Dio sopra di voi. Io t’ho detto che Dio vuole che sanza misericordia tu punisca questi soddomiti, biastematori e giucatoriNH : L’évocation de la sodomie s’inscrit dans le cadre plus large de la répression morale promue par Savonarole ; voir, sur ce point, Michael Rocke, Forbidden Friendships. Homosexuality and Male Culture in Renaissance Florence, New York, Oxford University Press, 1996.. Io ti dico, Firenze, che el Signore ne viene a sproni battuti e ha la mano in sulla spada. Leva via e’ balli, ché ti dico che è tempo da piangere, state forti nella rinovazione et non turbetur cor vestrumCR : Encore une fois, le verset thématique scande la disposition du sermon.. Dite a questi cattivi che Dio vuole castigarli tutti e io, poiché è volontà del mio Signore, renunzio ad ogni cosa, e così ti prego, Signore, che ti sieno raccomandati li tuoi eletti, li miei figliuoli e le mie figliuole, che stieno forti nelle tribulazioni, e sì ti priego che tu gliene dia manco che si può, acciò non perdino la fede, Signore mio Iesù CristoTR : Moi j’ai prêché le bien commun, et tu dis que tu l’aimes. Tu mens effrontément, et moi je vous dis que tout vos maux viennent de là, de l’ambition de ces grands. Moi je t’ai prêché la paix et la suppression des six fèves, et je t’ai dit de ne pas me croire moi mais les raisons que je t’ai invoquées. Tu les as entendus, ô ingrate, ô Florence ingrate. Je t’ai parlé du Conseil, je te dis donc que ce Conseil est ton salut, et que tu dois construire la salle ! Mais tu dis qu’on ne peut pas rassembler le Conseil ; tu saurais bien t’en occuper et le faire se réunir, si tu le voulais. Tu crois que je suis idiot au point de ne pas te comprendre. Tu sais bien réunir les assemblées que tu souhaites. Ces ententes abîment ta ville, et du dis : – Oh, on n’en fait pas –. Tu ne dis pas la vérité ; tu crois que je ne te vois pas ? De la même façon que les tièdes de toute sorte, religieux comme séculiers, sont ligués contre la simplicité, les mauvais sont ligués contre ce bien commun. Præterea, je vous rappelle la réforme des femmes : que toutes les jeunes filles se voilent pour qu’on ne voient pas leurs cheveux. Si vous ne le faites pas, sachez que je vous dis déjà depuis un an : une grande guerre vous fera renoncer aux pompes,et une grande mortalité vous faire renoncer aux vanités. Si vous ne supprimez pas ces choses, vous aurez de nombreuses tribulations. Supprimez les tavernes, les bordels et les sodomies, car ce sont des choses qui font s’abattre la main de Dieu sur vous. Je t’ai dit que Dieu veut que tu puisses sans miséricorde ces sodomites, ces blasphémateurs et ces joueurs. Je te dis, Florence, que le Seigneur vient à bride abattue et que sa main est sur la glaive. Supprime les bals, car je te dis qu’en ce moment il faut pleurer, soyez fort dans la rénovation et non turbetur cor vestrum. Dites à ces mauvais que Dieu veut tous les punir et moi, puisque c’est la volonté de mon Seigneur, je renonce à tout, et ainsi je te prie, Seigneur, que te soient confiés tes élus, mes fils et mes filles, qu’ils soient forts dans les tribulations, et ainsi je te prie de leur en donner le moins possible pour qu’ils ne predent pas la foi, mon Seigneur Jésus Christ.. Qui vivis et regnas in sæcula sæculorum. Amen.