Prediche sopra i Salmi, Sermon 2
Auteur : A cura di Vincenzo Romano Date : 11 janvier 1495
PREDICA II.
FATTA A’ DI XI DI GENNAIO 1494 /5 LA PRIMA DOMENICA DOPO L'EPIFANIA.
Exacuerunt ut gladium linguas suas CR : verset thématique etc. (David, Ps. praeassumptus: LXIII, 4)
L'anima ha due virtù, come vi dissi nel precedente sermone RS : Dès 1486, et de façon accentuée après 1490, Savonarole avait pris l’habitude, au début de ses sermons, de résumer les sermons précédents, à la fois pour assurer la continuité de son discours et pour faciliter le travail de mémorisation de son auditoire. Il fait allusion ici au sermon qu’il a prononcé le 6 janvier 1495 (Prediche sopra i Salmi, I), dilettissimi in Cristo Iesù CR : captatio benevolentiæ. La prima CR : début de la séquence didactique, argument par la définition : l’âme a deux vertus è la concupiscibile, che risguarda il bene e il male assolutamente. Quanto al bene ha tre passioni: la prima è l'amore, quando ama e piacegli quella cosa che vorrebbe; la seconda è il desiderio, quando desidera e appetisce quella cosa che ama; la terzia è la delettazione, quando ha avuto la cosa amata e desiderata, ché si diletta in essa. Quanto al male, questa concupiscibile ha tre altre passioni opposite e contrarie alle tre sopradette: la prima è odio, quando ha in odio e a dispetto Ia cosa che non vorrebbe; la seconda è la fuga, quando fugge e discostasi più dalla cosa che ha in odio; la terzia è la tristizia, quando ha e èIli venuto quella cosa che aveva in odio e che fuggiva. La seconda virtù dell’anima è la irascibile, la quale ha ancora le sue passioni, come dicémo nel precedente sermone RS : il s’agit du sermon sur les Psaumes prononcé le 6 janvier 1495 (Prediche sopra i Salmi, I), come è audacia, speranza, ira e odio, desperazione e timore. Ma sappi che tutte queste passioni sono causate dallo amore, e quanto è più intenso e forte l’amore, tanto più sono intense e forti le passioni. E perché il timore è una di queste passioni, t’insegnai nell’altro sermone come avessi a fuggirlo RS : Déjà dans les sermons sur Aggée, Savonarole avait expliqué la différence entre la crainte humaine et la crainte de Dieu : Prediche sopra Aggeo, I, IV, VI, XV ; Prediche sopra i Salmi, I, salendo suso a Dio per fede in quelli tre gradi, che ti dissi allora distintamente NT : Selon Thomas d’Aquin, Secunda Secundæ, questions 22-48, le concupiscible est l’ensemble des appétits sensibles qui nous poussent vers un bien et nous détournent d’un mal. Les six passions de l’âme liées au concupiscible sont l’amour, le désir, le plaisir, la haine, l’aversion, la douleur (ou tristesse). L’irascible est l’ensemble des appétits sensibles qui nous indiquent qu’un bien va être difficile à obtenir et qu’un mal va être difficile à éviter. Les passions de l’âme liées à l’irascible sont l’espoir, l’audace, le désespoir, la crainte (ou peur), la colère . Ora seguita il salmo che noi lasciámo nell'altro sermone al versetto: acuerunt linguas suas etc CR : séquence transitionnelle annonçant la lectio continua, procédé cher à Savonarole qu’il adopte définitivement après 1494 et qui consiste à déployer le commentaire d’un verset thématique ou d’un passage des Écritures sur plusieurs jours consécutifs.
Dilettissimi miei CR : deuxième captatio benevolentiæ, comme si le sermon commençait véritablement après le résumé des sermons précédents, io vi dissi l’altro giorno che aspettavo uno cappello RS : ??? Pas dans les sermons sur Aggée, à voir ; io l'ho avuto; è uno gran cappello che mi coprirà bene dal sole; io me lo pensavo, sicché questo a me non è cosa nuova.
Santo Ieronimo CR : début du premier exemplum NT : Cf. Iacopo da Varraze, Legenda aurea, ed. Giovanni Paolo Maggioni, Firenze: Sismel, edizioni del Galluzzo, 1999, p. 1004, quando reprendeva i religiosi e li preti cattivi che andavono alle comari, e’ fu da loro fraudolentemente ingannato e infamato in questa forma: tolsono questi religiosi di mala vita una veste d’una donna, cioè una camicia, e missonla nella camera, o cella, di santo Ieronimo una sera; lui, levandosi la mattina per tempo per andare al mattutino, prese quella camicia di donna, credendo tòrre la cotta, e andò in coro e missesela indosso, non ponendo cura che veste fussi, perché avea la fantasia intenta alli salmi che diceva in mentre si vestiva, come fanno li buoni religiosi. Quelli maligni, che gli avevono usato tale inganno, cominciorono a riprenderlo e svillaneggiarlo, dicendoli che lui voleva reprendere li altri e per sé faceva peggio e che aveva indosso la camicia d’una femina. Santo Ieronimo si escusava e riprendevali; e tandem, vedendo che costoro erono incorrigibili e che non accettavono correzione alcuna, lasciolli e se ne andò in Nazareth, dove con li sua discipoli si stette e visse pacificamente.
Santo Silvano CR : deuxième exemplum NT : je n’ai identifié ni la personne ni la source utilisée par Savonarole, vescovo di Jerusalem, ancora fu infamato da quello populo per inganno del demonio, il quale prese forma di santo Silvano e andò una sera in casa d'una donna scoprendosegli; lei gridò fortemente, in modo che fu sentita da i vicini; questo demonio si nascose sotto il letto di questa donna. Vennono li vicini e cavorono questo demonio di sotto el letto, e guardandolo in viso e credendo loro che fussi il vescovo Silvano , gli dissono: — Noi credavamo che tu fussi uno uomo di buona vita e ora veggiamo che tu se' uno ribaldo; che venivi tu a far qui? — Lui rispose che quello non era peccato, e che a generare uomini era cosa naturale e non era mancamento alcuno; e disse cose molto scelerate; onde coloro percotendolo lo cacciorono fuori di casa, la mattina lo infamorono per tutta Ia terra. Santo Silvano , vedendo questo e cognoscendosi innocente, non si conturbava di niente e rispondeva, volendo meritare: — Egli è vero che io ho peccato —, ma non diceva di questo peccato per non dire le bugie; finalmente fu cacciato da loro, e stette uno anno con questa infamia. Essendo dipoi uno dì in Bethlem in chiesa alla sepoltura di santo Ieronimo e orando, venne uno ribaldo e cominciogli a dire villania, dicendogli: — Ipocrito, non ti basta essere stato trovato in fornicazione, che ancora tu stai qua, sotto spezie d'ipocresia, per ingannare qualcuno altro —, e traendo fuori la spada, questo ribaldo menò a santo Silvano per amazzarlo; e santo Silvano orava e diceva: — Santo Ieronimo , piglia questo colpo —, e quel ribaldo dette a se medesimo con la spada nella gola. Venne un altro ribaldo e vedendo colui morto presso a santo Silvano , disse: — A costui non basta avere voluto fare adulterio, che ancora ha morto costui qui in chiesa —, e traendo fuori la spada per amazzarlo, santo Silvano pure orò e disse: — Santo Ieronimo , piglia questo colpo —, allora lui dette a se medesimo nella gola e cadde lì morto. Vennono due altri e vedendo questa cosa, uno di loro andò con la spada per amazzare santo Silvano , e, a similitudine de’ sopradetti, amazzò se medesimo. El compagno di costui, che vide tal cosa, uscì fuori di chiesa e, gridando, chiamò il populo, il quale, inteso e veduto il caso, cominciorono a dire che Silvano aveva fatto questo per arte magica perché aveva il demonio; presonlo per menare alla iustizia e lapidarlo. Allora fu veduto santo Ieronimo uscire della sepoltura e prese uno corpo di grandissimo splendore e disse a coloro: — Lasciate stare costui —, e prese santo Silvano per mano e menollo fuori della chiesa, e quel popolo stette tutto stupefatto. Ed ecco venire una indemoniata che era menata al corpo di santo Ieronimo . Allora santo Ieronimo disse e comandò a quello demonio che uscissi fuori di quel corpo e monstrassisi con quel corpo che avea preso quando andò a quella donna in forma di santo Silvano ; e così fu fatto e fu manifestato a tutto il popolo la bontà e la innocenzia di santo Silvano . E allora santo Ieronimo disse: — Silvano , io me ne vo —, e lui lo pregò che non lo lasciassi quivi; questo fece perché non li venissi vanagloria restando quivi; e santo Ieronimo disse: — Vienne —, e sparì via. E così fu fatto, perché di lì a una ora santo Silvano morì e rendè l’anima a Iesù Cristo.
Orsù, e’ mi sono occorsi questi dua esempli, pensando questa cosa che è stata detta di me. Quali di questi due santi seguirò io? CR : argument éthique, mise en scène du prédicateur Non dico che io sia santo, ma noi debbiamo seguire le vestigie e li esempli de’ santi RS : Dans les sermons II et III sur Aggée, Savonarole avait déjà recommandé de «camminare per la via de’ santi passati». Se io seguito santo Ieronimo e che ti lasci e’ mi duole. Non so se, a similitudine di santo Silvano , io patisca e aspetti. Stando così dubio ricorsi alla orazione, e vedevo la nostra nave che andava a percuotere allo scoglio; e però mi pareva male lasciarti a mezzo il camino pericolare, perché il grano, quando è piccolo, non teme la brina né la neve, ma quando è cresciuto e che è grande, la neve e la brina gli nuocono assai. La brina e la neve sono i cattivi che ti nocerebbono, Firenze, perché tu se’ pure cresciuta un poco in fede; tu hai cominciato a fare un poco di riforma , però non posso lasciarti e abbandonare questa cosa imperfetta. E stando così mi occorse lo esemplo del Salvatore nostro CR : troisième exemplum, il quale ebbe tanta pazienzia e non si escusò mai per sé, ma per salute degli eletti e massime quando disse: Si mihi non creditis, saltem operibus credite NT : Jn 10, 38 : le texte de la Vulgate est : etsi mihi non vultis credere, operibus credite ; ici encore, quelle version de la Vulgate Savonarole cite-t-il ?, quasi dicendo: se non credete alle mie parole, io per me tanto non me ne curo, ma credete almeno alle opere che vedete per la vostra salute. E similmente, a quello che lo percosse, disse: Si male locutus sum, testimonium perhibe de malo, si autem bene, quid me caedis NT : Jn 18, 23? Non disse el Salvatore Iesù Cristo: — Io non ho fatto male —, e non si escusò, ma disse: — Se io ho male parlato mostramelo con testimonii, e se ho bene parlato perché mi percuoti? — E dissegli così Iesù ammonendolo non per sé, ma per salute di quello che lo aveva percosso e che reconoscessi l'errore suo. Così io ammonirò un poco chi ha detto male, e non accuserò persona se non in specie, e farollo per sua salute. CR : argument par la comparaison
In questa vostra città sono volpe e castroni mescolati con esse, i quali credono anche loro essere volpe. Le volpe chiamo questi maliziosi e astuti, i castroni questi grossolani che si danno a intendere e persuadonsi avere trovato, per calunniare, qualche sottile invenzione, e di poi rimangono scoperti. E però io voglio dare un poco di reprensione a ciascuno, e prima a voi, figliuoli miei, io dico ai buoni e agli eletti di Dio. Secundo, voglio agli altri dare una fraterna correzione , e dirò poi infine a te, Firenze, quattro parole. CR : propositio. Comme souvent dans les sermons de Savonarole prononcés après 1494, l’objectif du sermon est annoncé tardivement, après un long exorde Voi, figliuoli miei,CR : début d’une séquence qui alterne entre reproches («voi avete errato») et exhortations (verbes à l’impératif) adressés aux Florentins avete errato, perché vi siate contristati di quello che v'è stato detto di me e quasi avviliti nella fede, e non credete, e dubitate per questo, che l’opera di Dio non vadi innanzi. Io vi dico: non dubitate, perché quest'opera di Dio non può mancare; doveresti cognoscere la onnipotenzia di Dio per l’ordine mirabile che ha fatto delle cose del mondo, per eccitare l’uomo alla sua contemplazione. E intra le altre cose sue mirabile ha voluto e ordinato le cose vile per superare le forte, le stolte per superare la sapienzia del mondo. Questo si manifesta nelli pescatori, cosa vile, che vinsono e tirorono alla fede tante migliaia di persone.
La Croce, che era prima cosa e segno di stultizia, ha tirato alla fede di Cristo tanti martiri e tanti migliaia di uomini; però non dovete dubitare, essendo la onnipotenzia di Dio tanta grande, che l’opera sua non vadia innanzi; però avete errato, figliuoli miei, in questo avere preso in voi troppa tristizia, e quasi mancati di fede. Non dubitate, rimovete da voi tale tristizia e abbiate fede, perché a ogni modo l’opera di Dio andrà innanzi sanza manco.
Secundo, avete errato, ché, nel defendere la verità, vi siate troppo alterati e scandalezzati. Non fate così, figliuoli miei, pigliate esemplo da Cristo, il quale, quando maledicebant, non maledicebat NT : 1 Pierre 2, 23 : le texte de la Vulgate est : Cum maledicebatur, non maledicebat. Même remarque que plus haut sur le texte utilisé par Savonarole ; lasciate fare alla verità, la quale si difende da se medesima. E quando più vuoi sostenere la verità con rigidezza, manco si difende, ma molto più e meglio si difende con mansuetudine e dolcezza; e non è uomo tanto feroce che, quando e’ vede che la verità gli contradice con mansuetudine, che non si lasci vincere.
Terzio, avete errato, figliuoli miei, che siate troppo zelatori dell'onore mio. Non fate così, perché non è bene stare sempre nella prosperità, acciò che la vana gloria non ci assalisca; bisogna avere delle percosse, per le quali ci facciamo più perfetti. Sì come il segatore, quando la sega nell’operarla si torce o guasta qualche dente, il maestro toglie il martello e bàttella, onde ella fa poi migliore e più gagliarda operazione; lasciate fare a Dio, che Lui è il maestro della sega; lasciate che batta col martello delle tribulazioni , e di poi faremo migliore operazione; e sappiate, figliuoli mei, che quanto uno è più perfetto, tanto più facilmente sopporta le tribulazioni .
Moisè CR : quatrième exemplum era mansuetissimo e sopportava pazientemente ogni cosa. Maria , sorella di Aron , murmurò di Moisè , e perché lui sopportava pazientemente NT : cf. Nombres 12, 1-15, Dio prese per lui la causa e corresse Maria e mandogli la lebra nella faccia, Aron pregò Moisè che orassi a Dio per lei, che gli levassi quella lebra; Moisè rispose: Il Padre ha sputato nella faccia sua per sua correzione NT : cf. Nombres 12 ; voglio che stia sette dì ancora con la lebra e confusa in se medesima. E così dico a voi che avete detto le bugie: sarete confusi con li sette sequenti versetti, o vero sentenzie di questo salmo, che pigliámo nell'altro sermone, come vedrete; i quali setti versetti sono in scambio di sette dì che stette Maria con la lebra. Ma CR : début d’une séquence argumentative logique pour prouver que tout ce que fait le prédicateur vient de Dieu notate che questa reprensione, che io vi farò, viene e è stata ordinata da Dio. Perché sì come ogni uomo è retto dal libero arbitrio , così li eletti di Dio sono retti dallo Spirito, io vi mostro che questa reprensione è ordinata dallo Spirito e da Dio, perché nell’altra predica non potémo fornire il salmo che avamo preso, e restorono questi setti primi sequenti versetti, che sono appropriati a questa reprensione. E tu sai bene che allora non sapevo e non potevo sapere averti a dare questa tale correzione . Però dovete cognoscere che questa non è stata mia preparazione, ma cosa ordinata da Dio, che vede ogni cosa e sa quello che ha a venire; certificandoti CR : début d’une séquence éthique : mise en scène du prédicateur ancora che quella mattina, che io presi questo salmo, io volevo pigliare lo Evangelio, che correva, della Epifania, e mai non fu possible adattarmelo nella fantasia; e pure ne avevo desiderio di pigliarlo per il nostro tema. Il compagno nostro me n'è buon testimonio, ché, quando fummo tornati alla camera, mi dolsi non avere potuto dire quello che volevo. E però tu cognosci veramente che questa cosa è stata ordinata e proveduta da Dio. E però in questa reprensione che io t'ho a fare, stando così, pensavo farti qualche bene, e pregare Iddio per te che ti correggessi, perché siamo obligati amare lo inimico nostro e fargli bene. E stando così, vedevo in fantasia molti cani che seguitavono una lepre; venne uno uomo con una spada in mano e fecesi incontro a questi cani e spaventogli, e la lepre si fuggì via; per Ia qual cosa Ii cani stizziti vennono in tanta rabbia, che si mordevono la lingua e sputavonla nella faccia l’uno a l’altro e poi si mordevono e mangiavono l’uno l’altro.
Questi sono alcuni arrabbiati che non amono il bene commune , ma solo pensono alla loro utilità e vorrebbono pigliare questa lepre e appropiarsela a loro. E io sono venuto e ho spaventato i cani; ma non io, ma Iddio è stato, perché io sono uno povero fraticello RS : Savonarole se qualifie souvent de la sorte, mettant en relief son humilité de religieux ; voir par exemple Prediche sopra Aggeo, I et Prediche sopra Amos e Zaccaria, I et V, e ho detto che tu ami il bene commune e non il proprio. Questi cani hanno sputato la lingua nella faccia l’uno a l’altro, perché con la lingua loro hanno detto male, e tanto nella faccia de’ cattivi , quanto delli buoni; perché non solo hanno detto male infra se medesimi, ma ancora alli buoni, cercando con loro persuasioni tirare i buoni alla via loro.
Io vi dico che voi, che volete pigliare questa lepre, siate quelli che ruinate questa città. Io vi dico che vi mangerete poi l'uno l’altro; e voi, figliuoli, tenete bene a mente: costoro lavorono indarno e non potranno guastare questa opera di Dio, voi mi dovete credere, perché vi ho detto sempre la verità. Sapete, e ricordovi, che già più anni sono vi ho detto la renovazione della Chiesa e non mi volevi credere; e quando ci era el re di Francia tu dicevi che io volevo favorire l’avversario tuo; e io sempre vi predicai il bene commune contra i grandi, e tu non lo volevi credere. Hai veduto che sempre, nel fine delle cose, abbiamo vinto in ogni contradizione con la sola verità. Però credetemi che questa è opera di Dio e voi non la potrete guastare, perché non è opera umana, ma di Dio: però vi affaticate indarno, e il vostro bene proprio, credetemi, non potrà impedire il bene commune .
Orsù, io ti voglio scoprire questa verità CR : séquence transitionnelle. Quando io andai al re di Francia per tuo imbasciadore,CR : début d’une séquence éthique, biographème NH: Savonarola fu nominato dalla Signoria capo della delegazione che agli inizi di novembre del 1494, in un contesto politico molto delicato per Firenze, incontrò Carlo VIII a Pisa vennono molti Ià al convento nostro per volere riporre loro roba quivi; egli è vero che mi fu detto una parola da ser Giovanni delle Reformagione NH: Ser Giovanni da Pratovecchio, notaio alle “reformagione”, ovvero responsabile della registrazione di atti legislativi e delibere dei consigli: io commissi questo officio a uno frate e andai al re, dipoi. Quello o quanto seguissi poi io nol sapevo, perché non so così puntualmente ogni cosa che è in convento, perché sono deputati gli ufficii e non m’impaccio poi più in là. La Signoria vecchia né la nuova non mi hanno chiesto cosa alcuna, né ancora gli Otto loro lo sanno, eccetto certe cose che a questi dì le ebbono, e dissi che tutto quello vi sarebbe non mancherebbe loro niente; ma io non sapevo puntualmente quello vi fussi, né dove fussi; e non giurai, ché non è mio costume giurare così facilmente, ma dissi bene che potevo giurare che non sapevo niente, perché non mi ricordavo allora di niente, e è vero.
Tu di’ che io ho detto che tu non cerchi con torture queste cose; egli è ben vero che io dissi che tu non exquiressi con tortura i debiti — a volere che confessassino se avevono debito, o no — ma non dissi che tu non cercassi i tesori nascosi; dunque, tu dirai che lo puoi fare? Io non ti voglio dare questo consiglio, e non voglio che tu mi appunti: va’ alli sapienti che te lo diranno.
Ultimo, tu di’ che io ho una stella fissa, che opera in me questi effetti; tu non sai astrologia , dunque bisognerebbe dire che Moisè e Cristo avessino avuto una stella fissa, e dicendo questo saresti eretico; e però a te io non voglio rispondere se non col fuoco. Or vegniamo alla esposizione de’ sette versetti che abbiamo detto CR : séquence transitionnelle.
Primo CR : début d’une séquence didactique, acuerunt linguas suas Ps 139, 4. Costoro che hanno detto la bugia hanno arrotato la lingua loro e assottigliatola, cioè hanno trovato suttilità per dire contro alla verità. Secundo, intenderunt arcum suum NT : Ps 36, 14. L’arco tira dalla Iunge, e questo significa le tue lettere che hai mandate dalla lunge; ma bene ti dico a te che hai scritto: tu non hai saputo fingere e hai scritto cosa grossa, che per se stessa si manifesta essere espressa bugia, imperoché le nostre predicazioni, che sono publice, dicono e demonstrono totalmente il contrario del tuo scrivere, e però non hai saputo fare. Terzio, ut sagittent in occulto NT : Ps 63, 5 : Vulgate : ut sagittent in occultis ; ici la différence – mineure entre occulto/occultis - avec le texte peut s’expliquer : Savonarole cite le texte par coeur, puisqu’il le connaît par la liturgie. Tu hai creduto saettare in occulto, e tu se’ stato veduto da chi vede. Credi che Dio ti confunderà! Quarto, subito sagittabunt eum, et non timebunt NT : Ps 63, 6. Immediate che questi tali hanno fatto uno loro concetto e pensato far male, subito lo vogliono fare e mettonlo in opera; e però dice qui il salmo: «Subito», ovvero, «subito» vuole dire «allo improviso». Credimi che tu non ci assalterai allo improviso, perché se’ stato veduto. E più questi tali non temerebbono di fare ogni omicidio, etiam de’ religiosi. Quinto, firmaverunt sibi sermonem nequam NT : Ps 63, 6. Hanno affirmato e stabilito nelli loro cuori di non fare quanto abbiamo detto e predicato, e di non volere questo bene commune ; ancora hanno affirmato con la lingua le bugie; e tutto quello che hanno detto a questi dì, affirmano e dicono che sanno di certo quello che dicono essere vero. Sesto, dixerunt: Quis videbit eos NT : Ps 63, 6? Dicevono infra sé: — Niuno ci vedrà, o saperrà che noi facciamo questa invenzione da noi, ma ognuno la crederrà —, e niente di meno sono stati veduti e cognosciuti da Dio. Settimo, scrutaverunt scrutinio NT : Ps 63, 7. Hanno scrutato e con più modi e suttilità di volere guastare questo bene commune , e con bugie e altri modi. Ora, figliuoli miei, poiché vi ho alquanto ripresi in questi sette versetti del salmo, vi dico: — Tornate a penitenzia, lasciate andare il bene proprio , amate il bene commune —.CR : séquence exhortative
Séguita ora el resto del salmo. Accedet homo ad cor altum NT : Ps 63, 7. CR : début d’une séquence didactique et exhortative après l’énoncé de la suite du verset thématique Nelle tribulazioni bisogna avere el core alto, id est grande pazienzia e scacciare da sé prima la tristizia, la quale genera ira; la ira genera odio, e lo odio appetisce vendetta. E però sia paziente e leva via Ia tristizia, e saranno levate via tutte queste altre passioni. Secundo, cerca di darti alla letizia. E a far questo, piglia e leggi le scritture sacre, e dàtti a quelle le quali fanno questo effetto, che generono gran letizia nell’animo di chi frequenta il leggerle. Praeterea, tu puoi cavare delle tribulazioni grandi e assai documenti. Primo, tu puoi cognoscere nelle tribulazioni quanto queste cose mondane sono transitorie e in quanto poco tempo la gloria di questo mondo si spenga. Piglia lo esemplo di me, che pochi dì fa ero chiamato il padre di questa città e il profeta, e poi in un subito sono stato chiamato il ladro. CR : argument éthique, le prédicateur se met en scène
Secundo documento che puoi cognoscere, che la verità ha gran forza e l'essere vituperato dalli cattivi sempre, in fine, torna in gran laude. Item, accedet homo ad cor altum; il cuore alto e generoso perdona facilmente e non sta nel rancore, ma sì bene con temperanzia e con dolcezza si escusa e dice la verità.
Terzio documento è che la virtù nella infermità diventa più perfetta: così nelle tribulazioni si diventa sempre più perfetto; le parole de’ cattivi sono come le saette de’ fanciulli, che sono di canna o di paglia e vane, e però non feriscono; le lingue dei cattivi sono l’arco, e il demonio Io tira, il quale è bugiardo, è però è debile ancora lui.
Conturbati sunt omnes NT : Ps 63, 9. I cattivi, quando sono scoperte le loro cattività, dicono poi: — Ella ci è andata male —. E questo è quanto al salmo. Ora ascoltami un poco, Firenze, quattro parole CR : séquence transitionnelle.
CR : séquence récapitulative O Firenze, Dio volessi che tu credessi così facilmente le cose buone come le cattive, ma tu corri più volentieri nel male che nel bene. Io ti ho predicato tanto tempo, e ho provato tutto quello che ho detto con ragioni divine e umane, e anche parte di quello che io ho detto è già verificato fino a qui. E niente di meno ancora non poi credere. O Italia, o prìncipi della Italia o prelati della Chiesa, Dio volessi che voi fussi tutti qui, ché, se voi ci fussi e udissimi, io vi mostrerei e proverrei che non avete altro remedio se non convertimini ad Dominum NT : Joel 2, 13/ Osée 14, 3. Non ti ricordi tu, Firenze, che negli anni passati dissi che tremerrieno le gran fortezze, e le gran mura, ché le piglierebbono con le meluzze, cioè facilmente, e che Iddio piglierebbe i cavalli per la briglia e menerebbegli drento? RS : d’après le témoignage du frère Placido Cinozzi, il s’agit des sermons de carême en 1494, mais dans le Compendio di rivelazioni, Savonarole indique l’année 1492 : «E dissi che la Italia non si confidasse né in rocche né in fortezze, perché lui le piglierebbe con le meluzze, idest senza difficultà.» (p. 15). Credimi, credimi, CR : péroraison ; début d’une séquence objurgative et exhortative che io ti dico che non ti varrà niente essere nelle gran torri e nelle gran rocche. Io ti dico, Italia, che tu non hai altro remedio se non convertimini ad Dominum. E tu, Firenze, che odi tutto dì, se non fai quello che ti è stato detto, non credi tu che la tua penitenzia sarà maggiore che di tutta la Italia? Credi, Firenze, tu hai il cervello attonito, e non odi e non vedi. Tu vuoi pure attendere alla tua ambizione. Io ti dico che tu attenda al timore di Dio. Io ti dico che non ci è remedio se non la penitenzia , Firenze; tu doverresti pur credere, e tu non credi; io ti dico: — Fa’ penitenzia , ché altrimente guai a te, guai a te, Firenze —. Io ti ho detto quattro cose RS : Savonarole reprend ici les éléments du sermon précédent prononcé le 6 janvier 1495 (Prediche sopra i Salmi, I), se non le farai, guai a te: prima, il timore di Dio ; secundo, il bene commune ; terzio, la pace universale ; quarto, la reforma . Voi avete cominciato a rovescio, cioè a la reforma , che era l’ultima. Seguitate almeno a rovescio, e fate questa pace ; ché, se non la fate, sarà la ruina vostra.
Io ti dissi di quelle sei fave che bisognava dargli uno bastoncello, cioè quel Consiglio dello appello; e così ti mostrai, nell'altro sermone, che la Signoria saría più gagliarda e più animosa a fare ogni cosa RS : Savonarole fait allusion ici au sermon du 6 janvier 1495.
Populo, non mormorare, ché io truovo che lo vogliono fare, ma hanno più modi alle mani, e non sono ancora resoluti quale di quelli modi e’ vogliono pigliare. E io, per me, se ci sarà migliore modo che quello che ho detto, starò pazientissimo. Fate questo, e amate e vogliate il bene commune , e poi vi dico che arete danari e amici, e più che non vorrete. Hovvi promesso, e di nuovo vi dico che, se fate quello che ho detto, che Firenze sarà più gloriosa e più ricca, più potente che mai CR : pathos de la confiance, sur lequel Savonarole joue fréquemment, en promettant des récompenses à Florence ; e di nuovo ti replico che, se tu avessi fatto quello che ti ho detto, tu aresti riavuto Pisa , e arestila ora come prima CR : séquence de reproche NH: Le profezie di Savonarola sulla riconquista fiorentina di Pisa si presentano costantemente nella forma di profezie condizionate (come quella di Giona, richiamata nel sermone precedente): i fiorentini avrebbero riacquistato Pisa, solo a condizione di ascoltare il profeta inviato loro da Dio, ovvero Savonarola stesso. E questo io non l’ho per scrittura, né per revelazione di uomo che sia dal cielo in giù; e ho detto, e di nuovo ti dico che lo imperio tuo si saría assai dilatato, se tu avessi fatto quello che io ti ho detto; e are'lo detto non qui in publico, ma a questi che governono, e l’ordine e il modo che avessino avuto a tenere, e dove il luogo, dove lo imperio tuo si sarebbe dilatato. Ma la incredulità tua non merita che te lo dica. E più ti dico che se non farai quello che ti ho detto, io me ne voglio andare a Lucca e predicare, la quale sarà poi forse lei la eletta di Dio, e io poi piangerò la tua desolazione e le tue tribulazioni che ti hanno a venire. CR : argument ad baculum
Oh CR : début d’une séquence pathétique de reproche, ingrata Firenze, oh, ingrato popolo, ingrato a Dio! Io ho fatto per te quello che non ho voluto fare per li miei fratelli carnali NH: Qui Savonarola fa forse riferimento ai propri confratelli domenicani?; per loro non ho voluto parlare a uno solo prìncipe, che me ne hanno richiesto per più lettere che ho in casa. Per te io andai al re di Francia ; e quando io ero là fra quelle genti, mi pareva essere in Inferno; e dissigli cose che tu non saresti ardito a dirgliele, tu; e lui fu placato, non da me, ma da Dio; ché ti so dire io che sapevo il secreto, che tu avevi ’andare male, Firenze. E dissigli cosa, che non che uno tanto prìncipe, ma tu non l'aresti sopportato che io te l'avessi detto, e lui portò mansuetamente ogni cosa; e questo che ho fatto per te, Firenze, ha concitato contra di me molta invidia di religiosi e seculari. — Popule meus, quid feci tibi NT : Michée 6, 3 ; cf. aussi les Impropères du Vendredi Saint qui commencent par cette citation NH: Au XVe siècle, dans sa Vita di Dante, le chancelier et historien de Florence Leonardo Bruni affirme avoir pu consulter des lettres écrites de la main de Dante et adressées au gouvernement de Florence ou à son peuple, par lesquelles il espérait obtenir sa réhabilitation et son retour d’exil. Bruni cite notamment l’une de ces lettres, aujourd’hui perdue, qui commence précisément par ce verset du prophète Michée. Ce verset correspond à la dimension prophétique dont Dante a voulu auréoler sa parole, à la fois dans ses lettres et dans la Divine Comédie. La mention de cette lettre par Bruni nourrit l’idée, développée par Boccace dans sa biographie de Dante, de l’ingratitude des Florentins à l’égard d’un de ses citoyens qui s’était dévoué pour le bien public en acceptant des charges dans un contexte tourmenté. À travers ce verset, Savonarole se réapproprie le thème de l’ingratitude à son avantage, avec les connotations prophétiques qui l’accompagnent.? Popolo mio, che t'ho io fatto? — Firenze, fa’ una cosa che io ti dirò, fa’ queste quattro cose che io t'ho dette di sopra, e di poi, perché tu non creda che io voglia premio alcuno, mettimi in croce, o fammi lapidare, ché io morrò contento e allegro; fa’ questo che io t'ho detto e fammi di poi morire, ché io sono contento, Firenze.
Io faccio per tuo amore ogni cosa, Firenze, io sono impazzato per te, e non mi curo d’esser tenuto pazzo per te, per essere innamorato di te. Tr : Ô Florence ingrate, ô peuple ingrat, ingrats envers Dieu ! J’ai fait pour toi ce que je n’ai pas voulu faire pour mes frères charnels ; pour eux, je n’ai pas voulu parler à un seul prince, alors qu’ils me l’ont demandé dans plusieurs lettres que j’ai à la maison. Pour toi, je suis allé voir le roi de France ; et quand j’étais là, au milieu de ces gens, il me semblait être en enfer ; et je leur ai dit des choses que tu n’aurais pas osé leur dire, toi ; et lui, il a été calmé, pas par moi, mais par Dieu ; parce que moi, je sais te dire que je connaissais le secret, que tu finirais mal, Florence. Et je lui dis des choses que toi-même – pas plus qu’un si grand prince – n’aurais pas supporté que je te les dise, et lui, il a tout supporté avec mansuétude ; et ce que j’ai fait pour toi, Florence, a suscité contre moi une grande envie chez les religieux et les séculiers. – Popule meus, quid feci tibi ? Mon peuple, que t’ai-je fait ? – Florence, fais quelque chose que je t’indiquerai, fais les quatre choses que j’ai t’indiquées tout à l’heure, et ensuite, pour que tu ne crois pas que je veuille une quelconque récompense, mets-moi sur la croix, ou fais-moi lapider, car je mourrai comblé et dans l’allégresse ; fais ce que je t’ai indiqué et ensuite fais-moi mourir, car je suis comblé, Florence. C’est pour ton amour que je fais tout, Florence, je suis devenu fou pour toi, et pour toi, je ne me soucie pas d’être considéré fou, parce que je suis amoureux de toi.
O Signore mio CR : début de la prière, o Cristo crucifisso, io sono pazzo per questo populo NH: Dans ce passage, Savonarole tend à superposer le sens politique de peuple – l’ensemble des citoyens florentins – et son sens religieux – le peuple de Dieu; io ti priego che tu mi perdoni, ché io povero e misero fraticello mi sono escusato stamani a questo populo; e tu, Signore mio, patisti tanti opprobrii insino alla morte della croce, e mai non ti escusasti. Tu signore, io servo. Tu signore, io servo. Tu creatore, io creatura. Tu signore mio pazientissimo, e io mi sono escusato!
Signore mio, perdonami; io ti domando perdonanza. Io sono impazzato per questo populo, e non è maraviglia sé io ho errato. Perdona, Signore mio pazientissimo. Egli è vero, Signore, che a quel populo che ti crucifisse tu mandasti moltissime tribulazioni , e nell’ultimo la desolazione di quella città, perché fu ingrata e non volse ricognoscere te suo Signore. Ma io ti priego, Signore, che tu non mandi simile flagello a questa città e che Ia ti sia raccomandata e che tu non l’abbandoni.
Populo mio, el Signore nostro ha patito tanta passione per nostro amore! Ricordati, Firenze, dello esterminio che Iddio mandò grandissimo a Ierusalem per iustizia: la madre mangiava il proprio figlio, l’uno corpo cadeva morto sopra l’altro, che furono trovati quivi seimila corpi di morti. Pensa che, se tu sarai ingrata, Firenze, che vorrà fare così ancora a te, perché ti aveva eletta come elesse Ierusalem. Dilettissima mia, fa’ pace ; pregate Iddio ognuno per costoro, che ho detto che sono Ia ruina di questa città, acciò che Iddio gli converta. Inginocchiatevi tutti e preghiamo Iddio per loro, dicendo così: Pater noster, o Padre nostro, O Signore, O Creatore nostro, che non solo ci ami come il signore li suoi servi, ma come padre li suoi figliuoli. Qui es in caelis, il quale se’ detto abitare in cielo, perché quivi riluce più la tua onnipotenzia e governi e reggi ancora tutte le terre. Noi ti raccomandiamo questa città e questo populo che tu l’aiuti e converta alla tua voluntà. Sanctificetur nomen tuum: dacci grazia, Signore, che santifichiamo e benedichiamo sempre il nome tuo e ti laudiamo e fa’, Signore, che quelli che hanno detto male sino a qui, per l’avvenire laudino e santifichino te, Signore, e il nome tuo. Adveniat regnum tuum: fa’, o Signore, che questo populo venga al regno tuo, che tu li converta alla tua via e tiri alla gloria del regno tuo. Fiat voluntas tua: sia fatta, Signore, la tua voluntà di questo populo e dàgli grazia che ogni loro opera, ogni loro governo si ordini secondo la tua voluntà. Sicut in caelo et in terra: Signore, ti preghiamo che tu dia grazia a questa città, che ti serva, obedisca e ami con quel fervore, amore e carità che se’ amato e obedito in cielo. Panem nostrum quotidianum da nobis hodie: da’, Signore, quel pane celeste del tuo Figliuolo, che sia oggi e sempre con esso noi, né mai il suo aiuto da noi non si diparta. Et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris. Perdona, Signore, a questo populo li suoi peccati, che t’ha offeso; deh, Signore, perdonagli! Signore, tu perdonasti al ladro che era teco in croce, concedi grazia a costoro, che ponghino giù i rancori loro e che perdonino agli inimici loro, e così tu gli remetti loro ogni colpa. Et ne nos inducas in tentationem. Signore, io ti prego, leva via ogni tentazione e ogni male instigazione del dimonio, che fussi per impedire questo bene commune . Sed libera nos a malo, e liberaci, Signore, dalle pene e tribulazioni che meritaría questa città e questo populo per le sue iniquità; libera, Signore, questo populo, ché io te lo raccomando, Signore mio e Iddio mio, Qui vivis et regnas per omnia sæcula sæculorum. Amen.