SavonarOnline
Édition numérique annotée et commentée des sermons de Jérôme Savonarole
En cours de réalisation
gravure de Jérôme Savonarole
École florentine, Portrait de Savonarole en médaille, XVe siècle, Museo del Bargello, Florence.
I, Sailko, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Prediche sopra i Salmi, Sermon 1

Auteur : A cura di Vincenzo Romano Date : 6 janvier 1495

PREDICHE

DEL REVERENDO PADRE FRATE IERONIMO DA FERRARA DELL’ORDINE DE’ FRATI PREDICATORI, FATTE IN SANTA MARIA DEL FIORE L’ANNO 1494, SECONDO L’USO FIORENTINO NH : À Florence, l’année commençait ab incarnatione, c’est-à-dire à partir du 25 mars., SOPRA DIVERSI SALMI E SCRITTURE, COMINCIANDO EL GIORNO DELLA EPIFANIA E SEGUITANDO LI ALTRI GIORNI FESTIVI, RACCOLTE PER SER LORENZO VIVUOLI DALLA VIVA VOCE DEL PREDICANTE.

PREDICA I.

*Exaudi, Deus, orationem meam cum deprecor* etc. (David, Ps. LXIII, 2 NT Ps 53,2.). CR : Le sermon commence par l’énoncé du verset thématique, à savoir le passage scripturaire que le prédicateur s’apprête à commenter.

*Lo universo CR : Ici commence une séquence didactique. si regge tutto dall’onnipotente Iddio, *dilettissimi in Christo Iesù* CR : La captatio benevolentiæ est réduite à la seule apostrophe à l’auditoire, selon une formule récurrente dans tous les sermons de Savonarole.. Ma perché nello universo sono più e diversi particulari, però diversamente sono retti e governati da Dio; perché altrimenti si regge il cielo, altrimenti Ia terra, altrimenti lo inferno. Ma quello luogo è più ordinatamente e mirabilmente retto e governato, il quale è più prossimo alla essenzia e presenzia di Dio. Però vi dissi nell’altro mio precedente sermone che nelle ierarchie delli angeli, le quali sono cose più prossime a Dio che non sono queste altre inferiori, era ordine mirabilissimo RS : Savonarole renvoie ici au sermon XXIII sur Aggée dans lequel il disait que «Dio <…> purga, illumina e inflamma gli angeli suoi, e li superiori illuminano li inferiori».; e però vi inferi’ che, se voi vi approssimavi col modo del vostro nuovo governo a quello ordine delle ierarchie, sarebbe più ordinato e più perfetto governo e più mirabile che voi potessi avere RS : «Vorrebbe esser la città come una ierarchia angelica», disait Savonarole le 16 décembre 1494 dans le sermon XV sur Aggée.. Ma perché nell’ordine delle ierarchie è ordinato quelli che introduchino il bene e altri che proibischino il male, però vi dissi che nel governo di questa città bisognava che diversi magistrati fussino ordinati a diversi fini, e che Ia Signoria NH: Savonarole voit dans la Seigneurie (signoria), conseil suprême du gouvernement florentin formé de représentants des corporations et renouvelé tous les deux mois, le sommet de la hiérarchie des organes de la cité, avec le conseil des Huit (Otto di guardia), la plus haute des magistratures judiciaires. sarebbe quella che introdurebbe il bene e le buone legge, e il magistrato de’ Signori Otto sarebbe quello che proibirebbe il male e li vizii e punirebbe e’ delinquenti; e dissivi ordinatamente molti offici della vostra città, come più diffusamente vi referii nel sermone precedente RS : Savonarole fait allusion au sermon qu’il a prononcé le 28 décembre 1494 (Prediche sopra Aggeo, XXIII).. E perché ogni cosa che procede da Dio ha contradizione, per dimostrare più la perfezione di quella cosa — come intervenne quando Noé fece l'arca, che ebbe assai contradizione  —, però in questa reforma che abbiamo introdutta NH: La réforme constitutionnelle, dont le projet a d’abord été lu et approuvé par Savonarole avant d’être ratifié par le gouvernement le 23 décembre 1494 : voir Provvisioni concernenti l’ordinamento della Repubblica fiorentina, 1494-1512, Giorgio Cadoni (éd.), Roma, ISIME, 1994-2000, I, 2 vol. p. 33-60., perché è ordine dato da Dio e opera di Dio, abbiamo avuto contradizione* NH : Sur les différentes oppositions que Savonarole a rencontrées au cours de ces semaines, voir Jean-Louis Fournel, Jean-Claude Zancarini, Savonarole. L’arme de la parole, Paris Passés/Composés, 2024, p.132-140.. *Ma perché meglio intendiate, sappiate che di due ragioni sono le contradizioni CR : Avec cette phrase commence une deuxième séquence didactique.. La prima contro a sé, proprio, cioè quando uno ti contradice, vilipende e sprezzati: questa non si vuole fuggire, ma andare a cercarla, perché questa ci fa più perfetti; la seconda contradizione è in disonore di Dio: questa non è da tollerarla né sopportarla, perché l’onore di Dio ogni uomo debbe defenderlo e non curare per quello morire, anzi per esso appetere la morte TD : Catherine de Sienne s’adressait en des termes semblables à des novices Olivétain de Pérouse quand elle leur disait de « cercare l'onore di Dio e la salute de l'anime, con pena, sostenendo infino a la morte » : S. Caterina da Siena, Le Lettere, Umberto Meattini (éd.), Milano, Edizioni Paoline, 1951 (1), 1997, T203, p.  1357-1358..

E perché il contradire alla reforma, che è ordine di Dio, è in disonore di Dio, però *sono venuto questa matina in campo per riconfermare quello che altra volta RS : Savonarole renvoie ici aux sermons prononcés en novembre et décembre 1494, quand il a commencé à s’impliquer dans la vie politique de Florence. t'ho detto circa la reforma e il modo del tuo governo, e per non sopportare la tua contradizione che è in disonore di Dio* CR : Voici énoncée la propositio, c’est-à-dire l’objectif du sermon : Savonarole souhaite confirmer ce qu’il a déjà dit au sujet de la réforme de Florence. ; *e dicoti, Firenze, che se non farai quello che t'ho detto e predicato fino a qui, vedrai quello che ti annunzio questa matina* CR : Savonarole argumente ici par la menace : les Florentins s’exposent aux fléaux s’ils ne mettent pas en œuvre ce qu’il leur recommande de faire..

*Exaudi, Deus, orationem meam* CR : Savonarole énonce le verset thématique pour la deuxième fois.. Sopra questo salmo faremo uno poco di discorso e ragionamento in conforto delli buoni e in repreensione delli cattivi. *In ogni animale sono dui appetiti CR : Savonarole entame ici la troisième séquence didactique du sermon en s’appuyant sur un argument par la définition., l’uno è la concupiscibile e l’altro è la irascibile NT : cf. Thomas d’Aquin, Summa theologiæ; Prima pars, quæstio 81, art. 2.. La concupiscibile risguarda el bene e il male assolutamente, cioè desidera e appetisce assolutamente il bene e non vuole e fugge il male; Ia irascibile va più in là, perché appetisce e desidera o fugge quel medesimo; ma a questo desiderio corre con audacia e con grande animo, perché desidera il bene e fugge il male audacemente e con gagliardia, onde si genera la speranza di ottenere quello che si desidera. Ma quelli i quali non esercitano la virtù della irascibile, benché desiderino il bene, non lo desiderono audacemente; e però nasce in loro qualche volta la desperazione di quella cosa che desiderano, e di quivi si genera il timore; il quale timore, quando ci è rapresentato dalla lunga, come è il morire — ché ognuno sa che ha a morire —, perché ognuno crede che la morte sia dalla lunga, poco lo curiamo e temiamo. Ma quando la fantasia ci rappresenta il timore arduo e dapresso, è più spaventevole, e temiamo più forte*.

*Così hai fatto tu, Firenze* CR : Argument par la comparaison., che quando io t’ho predetto il fragello e la tua tribulazione dalla lunga già parecchi anni sono RS : Voici ce que Savonarole disait pendant le carême 1486 : «Dico quod nos expectamus in brevi, ut videtur, flagellum vel iudicii vel Antichristi vel belli vel pestis vel famis etc.», Armando Verde o.p., «Girolamo Savonarola: il Quaresimale di S. Gimignano (1486). “Rationes flagellorum” e “Rationes fidei”», Memorie domenicane, XX, 1989, p. 198., non temevi quasi niente; e ora, quando hai veduto il fragello approssimato, temi più e hai avuto più paura. Ma, sé vuoi tòrre via tutti li timori, *fa' come ti dirò CR : Ici commence une séquence exhortative.: fa’ che ogni cosa di questo mondo ti paia piccola, va’ su alto, come fa chi saglie in uno luogo eminente e alto, come è verbigrazia la cupola, dove le cose, che sono qua giù basse, paiono piccole. Così tu va’ suso, alto, in contemplazione, in grazia di Dio per fede, e allora dispregerai le ricchezze e le dignità di questo mondo, e ogni cosa mondana ti parrà piccola; e così non curerai cose mondane tanto prospere, quanto avverse, armato di questa fede e di questa speranza.

Ma perché ancora, benché tu avessi questa fede, potrebbe venire allo improviso la morte o qualche altra tribulazione, ti bisogna salire uno grado più suso; e però ti conviene pregare Iddio che ti dia uno lume sopranaturale, che tu non pensi se non alle cose di Dio e alla divinità; e fatti uno fermo concetto e uno saldo proposito di non pensare e non curare cosa di questo mondo, e venga che vuole. E così tu, armato di questo lume, non curerai morte o altre tribulazioni, perché sapevi che ti potevono venire a ogni ora. Ma perché la sensualità, ancora che tu sia in questo secondo grado, pur teme e si risente, e ha paura della morte e delle altre tribulazioni, bisogna salire uno terzio grado: e questo è pregare Dio che ti dia fortezza a congiungere la tua debolezza con la sua onnipotenzia, e che ti dia quella fermezza di cuore che avevono li santi martiri. E essendo in questo grado non temerai cosa del mondo, e venga che vuole*.

*Exaudi, Deus, orationem meam CR : À partir d’une notion (la prière, «orazione») extraite du verset thématique énoncé pour la troisième fois depuis le début du sermon, Savonarole commence une nouvelle séquence exhortative.. Quando tu fai orazione, prima ringrazia Iddio di tutti e’ beneficii che ti ha fatti e, se hai tempo, raccontali a Dio tutti in particulari; cioè prima Lo ringrazia che ti ha dato l'essere, secundo che t’ha dato el battesimo; e così numera tutti Ii altri, se hai tempo, ne la orazione tua. Secondo, accusa tutti li tuoi peccati, almeno in genere, e di’ che per tanti benificii, quanti t'ha fatti Dio, tu hai fatti altretanti peccati. Terzio, priega Dio che te gli perdoni. Quarto, priega che t’illumini di dua razi: del primo priega che ti illumini che tu non laudi te medesimo di cosa alcuna, ma solo Dio; del secondo che ti illumini che tu speri fortemente nella sua misericordia e che t’aiuti in queste tribulazioni, le quali sono presso*.

*A timore inimici eripe animam meam NT : Ps 63, 2. CR : Ce verset ouvre une nouvelle séquence didactique qui prendra fin au moment où Savonarole énoncera un autre verset.. Non dice il salmo «liberami delle mani delli inimici», perché non si debbe pregare Dio che ti liberi dalle tribulazioni, perché in quelle diventiamo più perfetti e cognosciamo che più ci ama Iddio, quia dicit Dominus: quos amo corrigo et castigo NT : Ap. 3, 19 : le texte de la Vulgate dit : quos amo, arguo et castigo. C’est le texte qui se trouve par exemple dans la Biblia latina imprimée en 1476 par Nicolas Jensen à Venise, lue et annotée par Savonarole. D’où une question qui reviendra à différents endroits : quelle est la version de la Vulgate qu’utilise Savonarole ? La version : quos amo corrigo et castigo est attestée ailleurs, par ailleurs, par exemple dans des sources franciscaines. Mais d’où vient le texte utilisé par Savonarole ? ; e quando Iddio esaudisce simile orazione di chi non vuole tribulazione alcuna, è da dubitare se Lui ama interamente lo esaudito, *come fa il medico che dà delle uve e contenta lo amalato, non perché le uve sieno sane, ma per contentare la sua concupiscenzia* CR : Nous avons ici un argument par la comparaison reposant sur l’exemple du médecin. La figure du Christ-médecin est héritée des Pères de l’Église : Marie-Anne Vannier, «L’image du Christ-médecin chez les Pères» dans Les Pères de l’Église face à la science médicale de leur temps, Véronique Boudon-Millot et Bernard Pouderon (dir.), Paris, Beauschene, 2005, p. 525-534.. Dice adunque questo salmo: «liberami dal timore delli inimici», cioè, «dammi fortezza e quella viva fede, che è detto di sopra, che io non temi dagli inimici e dalle tribulazioni»*.

*Protexisti me a conventu malignantium NT : Ps 68, 3. CR : La suite du verset thématique introduit ici un argument éthique.. Io credo veramente che tu, Cristo, sia vero Dio, per molte cose, maxime per questo, perché mai trovai uomo che contradicessi alla tua fede, se non uomini tristi e cattivi; questo si vede che, quando le vergini si martirizzavono, e’ principi romani tristi e infideli, che le contradicevono, le minacciavono di menarle a luogo publico. Secundo, credo la tua esser vera fede, perché uno padre, che ha più figliuoli buoni e cattivi, ragionevolmente e’ buoni si consigliono più col padre e più lo amano, né mai gli contradicono: il che non fanno i cattivi. Se, adunque, i cattivi uomini e di mala vita contradicono alla fede tua, e non e’ buoni, adunque la tua fede è la vera. Item, da poi che io ho predicato a Firenze la tua fede e simplicità, non ho trovato che mi contradichino se non i cattivi uomini e di mala vita, sed tu protexisti me, Domine, a conventu malignantium*NT : Ps 63,3 : Domine ne fait pas partie de la citation. Savonarole semble citer assez librement l’Écriture..

*Ora ti voglio dire, Firenze, dove si trova la nostra barca, la quale lasciámo nell'altro sermone nel mezzo del mare RS : Ce passage fait en réalité écho à deux sermons (XIX et XXIII sur Aggée, les 21 et 28 décembre 1494) et pas à un seul. De plus, dans les notes qu’il avait prises pour préparer son sermon du 19 février 1491, Savonarole avait dit son impuissance à appliquer un sens allégorique à l’Évangile où Marc raconte que les disciples se retrouvent en pleine mer avant que Jésus vienne calmer les flots (6, 47) parce qu’il ne discernait pas bien l’état actuel de l’Église qui, remarquait-il, était agitée mais ne coulait pas. e ponémo il nostro compagno alla guardia, e dissiti che io volevo dormire un poco e riposarmi in su la gaggia della barca* CR : La séquence transitionnelle commençant par «Ora, ti voglio dire» prend fin.. *Firenze, male novelle! Sai perché? perché tu non vuoi le buone*CR : Ici, Savonarole sollicite la passion de la crainte..

*Io ho sognato in su la gaggia — poi che tu chiami sogni queste mie cose — ; io vedevo che i navicanti non volevono vogare se non indrieto, e se qualcuno vogava bene, era percosso da’ piedi di quelli che vogavano male; e uno scoglio era ivi presso, dove andava a percuotere la barca; e dimolti corsali, che erono appresso, e seguivono la barca per pigliarla, ridevono della insolenzia e pazzia de’ navicanti; e il compagno che era alla guardia diceva: — Guarda lo scoglio —, e pure i naviganti vogavono al contrario e andavono a percuotere nello scoglio. Venivono due angioli con due fiaccole accese e ponevanle agli occhi de’ naviganti e dicevono: — Guarda lo scoglio —, e niente giovava. Allora io mi svegliai dal sogno e dissi al compagno: — Levati lascia fare la guardia a me, ché la barca sta per pericolare, tu non hai fatto buona guardia —. Questa barca è Firenze e veggo, se tu vuoi ti reveli il cuor tuo, che tu cerchi con tua suttilità di guastare questa reforma* CR : Cette séquence commençant par l’évocation du rêve de Savonarole repose sur un argument d’autorité fondé sur l’ethos du prédicateur et sur un argument irrationnel..

— *Popolo, — io ti dico — va’ cauto, ché e’ ci è chi cerca con suttilità guastare questa cosa CR : L’apostrophe «popolo» introduit une séquence exhortative.. Ognuno quasi voga al contrario, e quelli pochi che vogono bene sono percossi e impediti da quelli che vogono al rovescio. Li corsali, cioè gli inimici tuoi di fuori, se ne ridono che tu sia in questa dissensione, tu percoterai in scoglio* —.

*Li angeli con due fiaccole sono li due lumi che io t'ho predicato: l’uno è il timore di Dio, l’altro è il bene commune* TD: le concept de « bien commun », d’origine aristotélicienne, se trouve au coeur de la pensée éthico-politique de Thomas d’Aquin. Il eut un retentissement particulier à Florence, où le dominicain florentin Remigio de’ Girolami composa, en 1301, son traité politique De bono comuni. CR : Nous avons ici une séquence didactique très brève.. *Se tu farai, Firenze, quello che io t'ho detto, io ti prometto larghezza di gran cose* CR : Avec cette promesse de bienfaits, Savonarole argumente par la douceur et sollicite l’espoir.; *se non lo farai, io ti prometto il fragello e tribulazioni assai e presto* CR : Avec la menace de châtiments, Savonarole argumente par la force et sollicite la crainte..

EI mio dormire e poi svegliarmi vuol dire che combatte Ia sensualità con la ragione. La sensualità combatte, ché io vorrei dormire un poco e riposarmi, e starmi nella mia quiete e lasciare Ia tua barca. La ragione combatte ché io non ti abbandoni, e dice: — Sta’ su, non dormire, non lasciare la barca —. Combatte ancora la tua ingratitudine, Firenze. *Oh ingrata Firenze CR: Avec l’apostrophe à Florence, Savonarole commence une séquence de reproches qui se termine sur les mots « non lo merita ».! Non ti ricordi tu de’ beneficii che t'ha fatto Iddio, non vedi tu che t'ha aspettata tanto e che ti ha liberata da tanti pericoli, perché ti aveva eletta per sua! Oh ingrata città, vedilo se ti aveva eletta Dio, vedilo nel vincere della reforma, quanti cattivi volevono contradire, e miracolosamente sono stati rivolti i cuori loro da Dio e non hanno saputo né potuto contradire! O ingrato, o ingrato, tu seccherai il fonte della pietà! Vuoi tu che io ti dica una verità in su questo pergamo? Se tu avessi fatto quello che io t'ho detto da parte de Dio, tu aresti riavuto Pisa NH: Pise fut au Moyen Âge une grande cité gibeline et une puissance méditerranéenne. Elle tomba sous la domination florentine en 1406 avant de retrouver temporairement sa liberté à la faveur de l’invasion de l’Italie par la France en 1494. Florence la reconquit en 1509.. Ma io ti dico ancora più in là, che, se tu non lo sai, perderai ancora delle altre cose. Io te lo dico, ingrata Firenze, tu vuoi sangue, tu arai sangue, tu vuoi carne, tu arai carne. Se non fussi stata la tua ingratitudine, Firenze, io t'arei detto dove si aveva a dilatare lo imperio tuo NH : Dès le XIVe siècle, l’évolution politique de l’Italie s’est notamment traduite par la constitution d’États dit « régionaux » ou « territoriaux » autour des villes les plus puissantes. L’assujettissement de villes et de territoires était magnifié à Florence, notamment sous la plume des humanistes, comme un véritable « empire », à l’aide d’un terme autrefois réservé à la souveraineté du Saint Empire. Cette expansion territoriale avait pour but de contrôler le bassin de l’Arno et ses principaux affluents, les voies de communication des Apennins et l’accès à la mer. Elle permettait aussi de contrer l’expansionnisme milanais. Au cours du XIVe siècle, Florence étendit sa domination de manière centrifuge, incorporant notamment les villes de Prato, Pistoia, de San Miniato, de San Gimignano et de Volterra. Elle fit l’acquisition d’Arezzo en 1384, conquit Pise en 1406 et acheta Livourne en 1421. Sienne ne fut jamais conquise. L’extension du territoire florentin n’était pas sans conséquences sur le plan de la politique intérieure : le projet de conquérir Lucques, mis en œuvre en 1429, aboutit à un échec qui précipita la chute du régime des Albizzi et l’installation de l’hégémonie médicéenne en 1434., Firenze; ma la tua ingratitudine non ha meritato che ti sia detto, e non lo merita*.

*Orsù, lasciamo adunque stare e mettilo là sotto le chiave* CR : Avant d’entamer une nouvelle séquence de reproches, Savonarole introduit ici une brève séquence transitionnelle.. *Ingrata Firenze, tu sai che io t'ho predicato tanto che lo stato della Chiesa si ha a rinovare, e la medesima ragione che mi allegavi a contradirmi voglio pigliare per fundamento a provarti la renovazione della Chiesa TD : Catherine de Sienne prévenait déjà le pape Urbain VI que le temps de la rénovation de l’Église était venu : «ora è venuto el tempo che <Dio> vuole che <la Chiesa> sia tutta rinnovata» : S. Caterina da Siena, Le Lettere…, op.  cit., T346, p. 130.; ma non è ancora il tempo che io ti dichiari questo. Io te ne voglio dire una questa mattina, e tienlo a mente, ingrata Firenze e senza fede, io voglio dire a voi, donne, tenetelo bene a mente. Io sono stato insino a qui Iona profeta, che disse alla città di Ninive che si convertissi NT : cf. Jonas 3, 4.; ma vi dico che, se costoro non faranno quello che ho detto loro, io sarò Ieremia da qui innanzi, che predisse tanti anni innanzi la destruzione di Ierusalem, e poi la pianse destrutta e desolata NT : cf. le livre des Lamentations, attribué traditionnellement à Jérémie..

Diceva Ieremia: non andare in Egitto , ché Dio non vuole NT : Jr 42,19. *Così ho detto a te, ingrata Firenze: — Non andare in Egitto, ché Dio non vuole —, e tu pur vuoi procedere di male in peggio. — Venne Nabuchodonosor, re di Babilonia, e condusse tante miliaia di quel popolo di Ierusalem in cattività NT : Cf. 4 Reg (=2 R) 24, 11 et 14. —; tenetelo bene a mente quello che ho detto, o donne* CR : Argument par la comparaison.; *oh, ingrata Firenze, tu meriteresti che io ti lasciassi pericolare la nave, e percuotere nello scoglio** CR : La séquence de reproches, commencée et rythmée par l’apostrophe à « Florence ingrate » se termine par un argument ad baculum, Savonarole menaçant de laisser la cité seule face aux fléaux.!

*Io fui in Palazzo il dì di santo Silvestro NH: Le 31 décembre 1494. per concludere questa pace universale, e dissiti: primo, che tu temessi Dio; secundo, che tu amassi il bene commune; terzio, che tu facessi la reforma; quarto, che tu facessi la pace universale RS : Savonarole a développé ces thèmes en décembre 1494, en particulier dans les sermons XIII, XIV, XV, XVII, XIX, XX et XXI sur Aggée. TD : Lorsqu’elle s’adresse aux Anciens de Bologne (T268) et aux Seigneurs de Florence (T377), Catherine de Sienne insiste sur la préservation du bien commun comme source de paix universelle, contrairement à l’attention pour les intérêts particuliers qui menacent l’union de la cité : S. Caterina da Siena, Le Lettere…, op. cit., T238, p. 426.; e perché lassù io dissi a pochi, perché lassù eravate pochi, ora ve lo dirò qui in publico, che siate assai, e diròvi tutte le ragioni che allegai lassù. Ma prima che io venga alle ragioni, ti dico che io non ho cerco il bene tuo, Firenze, per mia utilità, perché non ho a fare nulla con Firenze, ma amo più il bene publico io, che non amono molti cittadini proprii di questa città. Vedi pure che bisogna che io facci questa pazzia, cioè che io mi laudi, perché è pazzia il laudarsi. Hai tu mai veduto che pel tempo passato abbi mai lodato i grandi e detto «il magnifico tale» o «messer tale»? ma solamente ho atteso al bene commune. Hai tu mai veduto che adesso io abbi tolto a favorire nessuno grande* CR : Cette longue séquence qui commence par «Io fui in Palazzo» repose sur un argument éthique, le prédicateur rappelant ce qu’il a fait pour la cité. TR : Je suis allé au Palais le jour de la Saint-Sylvestre pour conclure cette paix universelle et je t’ai demandé : premièrement, que tu craignes Dieu ; deuxièmement, que tu aimes le bien commun ; troisièmement, que tu fasses la réforme ; quatrièmement, que tu fasses la paix universelle ; et comme là-haut j’ai parlé à peu de gens, parce que là-haut vous étiez peu nombreux, maintenant je vais vous le dire ici en public, car vous êtes nombreux, et je vous dirai toutes les raisons que j’ai énoncées là-haut. Mais avant que j’en vienne aux raisons, je te dis que moi je n’ai pas cherché ton bien, Florence, pour m’être utile, parce que je n’ai rien à voir avec Florence, mais moi, j’aime davantage le bien public que ne l’aiment bien des citoyens qui appartiennent à cette ville. Tu vois aussi qu’il faut que je fasse cette folie, c’est-à-dire que je me loue moi-même, parce que c’est une folie que de faire ses propres louanges. M’as-tu vu une seule fois, par le passé, louer les grands et dire « un tel le Magnifique » ou appeler quelqu’un « messire » ? Je me suis au contraire seulement occupé du bien commun. M’as-tu vu une seule fois, maintenant, me mettre à favoriser un Grand?

*Orsù, io ti voglio dire le ragioni che io allegai lassù in Palazzo, ma non tòrre gli occhiali verdi o gialli, ma bianchi della verità, la quale debbe avere sempre ogni uomo dinanzi agli occhi; ma ognuno è appassionato e non desidera se non carne e sangue, e voi carne e sangue arete e più che non vorrete* CR : Souvent, les séquences transitionnelles commencent par « Orsù », comme ici..

*Sono alcuni CR : Ici commence une longue séquence d’argumentation par accumulation., che hanno tanto rancore nel cuore, che non possono consentire questa pace universale; ma se tu per te non puoi porre giù il rancore, o non vuoi, credi almanco a chi tu cognosci che non è passionato. Alcuni altri ficcono là il capo in uno cantone, quando si parla dello appello delle sei fave NH : L’appel des six fèves était une réforme du système constitutionnel et judiciaire florentin qui instaurait la possibilité de faire appel contre des condamnations prononcées par les organes exécutifs et judiciaires (la Seigneurie et les Huit de garde) à une majorité de « six fèves » (c’est-à-dire 6 votes sur 9), en demandant à un conseil plus ample lié au Grand Conseil et composé de quatre-vingts ou cent membres (comme l’explique Savonarole plus loin dans ce sermon) de réexaminer la situation. La loi, soutenue par Savonarole et proposée par ses partisans, a été votée et approuvée le 19 mars 1495., e dicono: — Io voglio così, e non è bene tôrre la potestà alla Signoria —, e non sanno cognoscere se si gli toglie o no, e non si lasciono piegare a ragione alcuna. Sono alcuni altri, che insuperbiscono nel dire delle loro gonfiate parole, e pare loro che nessuno sappia dire, se non loro, e non se gli può persuadere niente. Alcuni altri, che sono gli invidiosi, odono questi tali, e vanno su a contradire solo per disturbarli quella fama che pare che acquistino in quel dire, e non si movono se non da invidia. Alcuni altri paiono zelatori e caldi del bene publico, ma questi sono quelli che ruinono questa città, e, se lo vuoi vedere, guarda a' costumi loro, la vita loro, i portamenti loro, se si confessono, o quello che fanno. Alcuni altri sciocchi e sanza sale, che non sanno quello si dicono, ma sempre dicono «forbice» NH : Expression proverbiale qui indique une obstination insensée à répéter une même réponse.; a questi tali io ti voglio insegnare come tu rispondi: togli un tratto in Consiglio uno staio di panico e mettilo in grembo a questi tali e di’ loro: — va’, dà' beccare a’ polli —. Sono alcuni altri che similmente contradicono e non sanno perché, o fanno al tutto per fare male; ma tutti costoro seranno tenuti a rendere ragione d’ogni cosa e d’ogni male di che sono cagione, e d’ogni bene che disturbano aranno a patire pena*. *La pace che t'ho detto è in questo modo CR : Une brève séquence exhortative conclut la séquence précédente.: che dal dì del caso indrieto non sia ricognosciuta cosa alcuna di Stato contra persona che fussi stato amico o avessi servito la parte contraria; bene dico che, chi ha debito publico o privato, lo paghi, ma non exquirere queste cose con torture, ma solo con libri, o testimoni, o fama publica* NH: La paix universelle que demandait Savonarole était destinée à abolir les logiques de factions présentes à Florence après que Pierre de Médicis a été chassé (8 novembre 1494) : il s’agissait d’un pardon général qui servait surtout à empêcher de punir les partisans des Médicis ou d’autres membres du gouvernement précédent..

*Io ti provo questa conclusione, cioè che tu debba fare questa pace CR : Ici commence une séquence exhortative.: primo per ragione divina, perché questo è un tempo singulare che forse non tornerà mai più; e debbi credere, Firenze, che essendo tu stata nelli periculi e tribulazioni, che se’ stata da tre mesi in qua, è cosa maravigliosa a credere che tali casi sieno seguiti sanza grande effusione di sangue; essendo passate fino a qui queste tribulazioni con sì poco sangue e poco detrimento, debbi credere che Dio è stato placato grandemente nell’ira sua contra di te. Adunque tu debbi placarti nell’ira tua contra del prossimo e perdonargli, sì come si dice, nello Evangelio di quello signore, che perdonò li mille talenti al suo servo, il quale non volse poi perdonare cento al suo conservo, e però bisognò poi che lui rendessi ragione di mille che di già prima gli erono stati perdonati. E però ti dico, Firenze, per questa ragione divina e similitudine di questa figura, che Dio ti ha perdonati mille talenti, cioè tanti tuoi peccati e le tribulazioni che per essi meritavi. Adunque è cosa giusta che tu perdoni e’ cento al tuo conservo, cioè alli tuoi prossimi e cittadini, altrimente Iddio ti farà pagare e’ mille talenti, cioè ti darà el flagello che ti aveva preparato*.

*Ma perché tu, Firenze, non credi a ragione divine, odi queste ragioni naturali CR : Une deuxième séquence argumentative par accumulation commence ici.. In prima, colui che è sanza peccato è giusto che punisca li altri delli errori suoi. Ditemi: chi è di voi che non abbia fatto mille sacramenti falsi nelli offici vostri e renduto le fave bianche dove avevi a renderle nere, e e converso?

La seconda ragione, se cominciate a mettere le mani nel sangue, ognuno a casa l'uno l'altro, e’ verrà ancora che quelli che danno le torture e li tormenti saranno accusati loro e aranno a patire quelli tormenti che danno ad altri.

La terzia, se tu tocchi uno, tutti li suo parenti l’aranno per male, e resterà loro il rancore nel cuore, e dove tu avevi uno inimico di quella casa, arai per inimica tutta quella casa e li suoi parenti; e se ti dicessi il contrario, non lo credere.

La quarta, l’usare misericordia piace a tutti i buoni; e se tu fussi buono e da regere bene, useresti misericordia.

La quinta, la tua città si dividerà in due parti, cioè ne’ buoni e cattivi, e mancherà l’amore della tua città.

La sesta, e tienla bene a mente, che tu provocherai Dio contra di te, perché verrà che saranno accusati quelli ancora che saranno innocenti, e tu per tormenti gli farai confessare quello non aranno fatto e punira’gli sanza sua colpa, e così provocherai la ira di Dio contra di te, perché non è cosa che provochi l’ira di Dio più di questa.

La settima, se tu mandi via de’ tua cittadini e gli confini, andranno a’ Principi e reveleranno i secreti del tuo Stato, che ti potrebbe nuocere assai.

Ultimo, la esperienzia ti dimostra, che hai veduto ora, che, per essersi nel tempo passato conceputo assai sdegni, è bisognato che ora scoppino*. *Così potrebbe essere per lo avenire CR : Après la séquence argumentative vient une séquence exhortative dans laquelle Savonarole donne ses directives, comme le montre le verbe « bisogna, il faut ».. In questa pace universale bisogna che sia un’altra cosa, ma tu non la crederai, perché tu dirai che la consuetudine sia in contrario; bisogna temperare un poco l’autorità delle sei fave della Signoria, e di’ così: che le sei fave possino ogni cosa e confinare e ammunire, e fare parlamento NH: Il s’agit de décisions particulièrement graves, consistant à prononcer la relégation (confinare), la privation des droits civiques (ammunire) ou la convocation générale de l’assemblée du peuple (fare parlamento). con questo riservo, che quelli che fussino condennati dalle sei fave abbino uno appello a uno Consiglio di ottanta o di cento, cavato del Consiglio generale. Tu mi alleghi che la Signoria per questo perde l’autorità, e io ti provo che la sua autorità per questo si accende, perché o la vuole questa autorità per fare male, o per fare bene; se la vuole questa autorità per fare male e torto alli cittadini, questo non debbe essere comportato e non la debbe avere; se la vuole l'autorità per fare bene e fare iustizia, sta bene; perché, se le cagioni perché la Signoria si moverà a usare tale autorità saranno buone e saranno manifeste, sarà approvato dal detto Consiglio dell’appello tal cosa fatta dalla Signoria. Adunque il fare di questo Consiglio dell’appello non è tôrre l’autorità alla Signoria, ma sì bene tôrgli la mala autorità*.

*Praeterea, se uno de’ grandi fa uno errore, che meriti de essere confinato o ammonito, la Signoria non è tutta de’ grandi, ma fatta da’ grandi NH: Le terme de « grandi » renvoie traditionnellement à Florence aux familles les plus puissantes, d’origine aristocratique ou non. À la fin du XIIIe siècle, le peuple avait combattu les familles considérées comme hostiles au gouvernement communal (les magnats). Depuis lors, les « grands » étaient suspectés de vouloir perturber à leur profit une organisation socio-politique idéalement conçue comme bénéficiant à tous. Savonarole fait ici référence à l’influence dont pouvait user les « grandi » au sein des conseils., lei non lo punirà per paura che l'altra Signoria, di poi sequente, non punisca o ammonisca lui; ma sappiendo che il Consiglio dello appello abbia approvato il confino di quello grande, che arà errato, sa che il Consiglio non approvarebbe il suo confine, perché si contradirebbe a se medesimo; e però la Signoria in questo modo arà più animo a punire. Adunque l'autorità sua non sarà sminuita, ma più presto accresciuta.

Item sarà maggiore sustentaculo alla Signoria questo Consiglio, che se lei fussi sola; e però questo è uno accrescerli autorità e animo e non minuirgli, e ognuno arà più paura d’errare, dicendo: — La Signoria ha più animo a punire li cattivi con questo Consiglio, che non avea sola —. E questo tutto che ho detto de’ Signori, rispondo alle tue ragioni che allegavi in contrario.

Le mie ragioni sono: prima, che i cittadini saranno più securi, perché non temeranno della Signoria sequente. Secundo, non si potrà fare parlamento, se non iustificato e con buona discussione e ragionevolmente. Terzio, i cittadini che sono stati amici dello Stato passato saranno molto quieti e contenti in questa unione. Quarto, li tuoi, che sono in luoghi lontani con grande ricchezze, torneranno e saranno le loro ricchezze beneficio universale a tutta questa città.

E queste sono le ragioni che io allegai su in Palazzo il dì di san Silvestro*Ainsi prend fin une séquence argumentative et récapitulative dans laquelle Savonarole récapitule tout ce qu’il a déjà dit en décembre 1494. NH: Le 31 décembre 1494, voir supra.; però non dire che io parli alla simplice, cioè alla pazza, perché t'ho allegato le ragioni, le quali noterai diligentemente, e tienle a mente e rispondi in questo modo che t'ho insegnato e detto, quando ti trovi con coloro che contradicono a questa cosa. Domenica ti dirò le altre ragioni, e se le tue saranno migliori delle mie, io cederò: *ma ti dico, Firenze, che se non vorrai perdonare, che Dio non perdonerà a te* CR : Savonarole termine ici par un argument ad baculum..

*Praeterea si facia CR : Ici commence une nouvelle séquence exhortative qui prend fin à « soldi venti lo staio ». ti dico, Firenze, uno bando per parte della Signoria, che tutti i cittadini, che sono stati amici dell’altro Stato, sieno ricevuti per buoni amici e buoni cittadini di questo reggimento NH: Ce terme renvoie à l’ensemble des citoyens susceptibles de revêtir des charges publiques et de participer aux conseils de la république. En vertu du système de nomination qui favorise les membres proches du pouvoir (successivement accaparé, au XVe siècle, par le clan des Albizzi puis par les Médicis), le reggimento se rapporte de fait seulement à une partie des citoyens. Savonarole défend une vision large et globale du reggimento qui dépasse les orientations partisanes. d'oggi e per buoni figliuoli di questa Signoria, e che questo sia publico a ognuno per bando, e che non si dica più «bianchi» o «bigi» NH: Allusion aux positions politiques respectives des «piagnoni» ou «frateschi», partisans de Savonarole (les «bianchi») et aux partisans des Médicis (les «bigi»)., o altro vocabulo che importi questo effetto, e come dissi nel precedente sermon RS : «<…> che nessuno si chiami più “bianchi” o “bigi”, ma tutti insieme uniti siano una medesima cosa; queste parte e parzialità nelle città non stanno bene; mettetevi pena a chi più parla a questo modo: “bianchi” o “bigi”», avait dit Savonarole dans le sermon XXIII sur Aggée. A me parría porvi pena conveniente: per la prima volta dieci fiorini, la seconda quattro tratti di corda, per la terzia confinato in perpetuo nelle Stinche NH : nom de la prison à Florence., chi lo dicessi; e se non lievi via questa favilla, e’ si accenderà un gran fuoco; io vi dico, Signori, fatelo, che leverete via una radice di gran ruina NH: Dans les Storie fiorentine (1509), Francesco Guicciardini synthétise le contenu des sermons que Savonarole a tenus au cours de ces semaines dans les termes suivants : «seguitando nel predicare e mostrando che Dio aveva fatto misericordia alla città e cavatola delle mani di uno re potentissimo, e che cosí si voleva fare in verso a' cittadini dello stato vecchio per usare clemenzia e per mantenere la città in quiete confortò si facessi una provisione, che si perdonassino tutte le cose apartenente allo stato, fatte innanzi alla cacciata di Piero, e si facessi pace ed unione de' cittadini.» (Francesco Guicciardini, Storie fiorentine, Alessandro Montevecchi (éd.), Milano, Rizzoli, 20062 (I ed. 1998), p. 220)..

Præterea racconcisi la gravezza giustamente per ognuno, e che niuno abbia iusta ragione di dolersi; e voi, officiali delle grazie NH : magistrats chargés de fixer le prix des marchandises., che siate nuovamente eletti, se voi siate qui, udite me, guardatemi in viso: io intendo che voi avete buona fama, intendetemi e fate questo: prima, non pigliate presenti da persona del mondo; secondo, non guardate in viso a persona né a parente, né amico, ma fate il giusto a ciascuno equalmente; terzio, quando entrate nella vostra audienzia non cominciate a esercitare, o a fare officio, se prima non dite uno Pater noster e una Ave Maria e Deus in adiutorium meum intende, Domine, ad adiuvandum me festina NT : Ps 69,2. e non più, e poi cominciate a fare officio, e Dio vi aiuterà. Proveggasi alle gabelle, e che la gabella del vino torni all'antica. Così ordinate che del grano si metta in piazza per li poveri uomini a soldi venti lo staio*. *Una cosa ti voglio dire, e poi farò fine* CR : Séquence transitionnelle..

*Vien qua tu, che scrivi tante lettere a Vinegia e a Roma; io ti voglio scoprire in genere per ora, ma guarda nol fare più, non errare più, e bastiti, tu m’intendi. Io ti dico, cattivo, che io ti voglio essere inimico vivo e morto: vivo, sempre qui a riprenderti e con le orazioni a pregare Dio che ti converta, — io non nomino persona in spezie, ma dico in genere d'ogni cattivo —; morto, quando saremo io e li compagni mia eletti da Dio in Paradiso, pregheremo Dio che venga a Firenze a punirti e convertirti. Io non ti mento e non ho paura alcuna di te, e se non vuoi che ti perseguiti, cattivo, non mi lasciare intrare quassù, perché qui io canterò quello che Dio mi inspirerà. Ma se tu dicessi che non mi lascerai entrare quassù, io ti rispondo che, quanto alla sensualità, io lo arei così un poco caro, ché mi vorrei riposare e andarmene alla mia pace e alla mia quiete; ma la ragione non vuole già e non patisce che io ti lasci percuotere la barca in scoglio* CR : Savonarole argumente par la menace contre ses ennemis..

*Però, Firenze, perdona e fa’ la pace, e non gridare più «carne, carne» e «sangue, sangue», perché ne arai più che non vorrai; e non credere a questi che così gridono, perché ti dico che costoro sono quelli che sono posti alla desolazione di questa città. Dirai poi che io non tel abbia detto: levati questo rancore dal cuore, ché io ti voglio dire questo di certo, che Pisa non è tua, non per malignità loro, né per potenzia loro, ma per il tuo rancore e per la tua ingratitudine* CR : Péroraison qui commence par une séquence exhortative..

*Ultimo, vi priego CR : prière finale qui clot la péroraison. che facciate orazione per me, che Dio mi aiuti e spiri, che io non dica cosa che non sia se non utile publico e bene commune di tutta la città, e liberamente; sé io mi muovo mai a passione privata, non mi esaudire; ma sé io ti pregassi per mio fratello, mosso da passione privata, e lui avessi errato liberamente, mozzagli la testa. E però a seguire questo bene publico pregate Iddio che ci presti il suo adiutorio, qui vivit et regnat in sæcula sæculorum, et qui benedicat vos nunc et semper. Amen.

Légende :